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Goldman Sachs: pochi margini di rialzo per S&P, ma buy su sei titoli con “crescita secolare”

Per individuare le società con crescita secolare, lo strategist ha scelto quelle che, in ognuno degli ultimi tre anni, hanno assistito a un rialzo del…

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Mentre Wall Street resiste alle ultime indiscrezioni sull’amministrazione Trump, che riguardano l’imminente licenziamento del consigliere alla Sicurezza Nazionale H.R. McMaster, da Goldman Sachs arriva un consiglio per chi punta sull’azionario Usa. Nella nota “Where To Invest Now” (dove investire ora), lo strategist David Kostin reitera il target di fine anno per l’indice S&P 500, raccomandando contestualmente ai suoi clienti di posizionarsi su titoli di società caratterizzate da una crescita secolare.

Tali titoli, secondo Kostin, presenterebbero infatti valutazioni ragionevoli.

Per individuare le società con crescita secolare, lo strategist ha scelto quelle che, in ognuno degli ultimi tre anni, hanno assistito a un rialzo del fatturato pari o superiore al 10% e che continuano a mostrare un forte potenziale di crescita nel futuro.

Successivamente, Kostin ha escluso quelle azioni che presentavano elevati multipli in termini di valore di impresa rispetto al fatturato.

L’analisi si è tradotta nella creazione di un paniere di sei titoli di società con crescita secolare, su cui Kostin consiglia di scommettere con un rating buy.

Si tratta di Alphabet, la holding a cui fa capo Google; Amazon (AMZN), Domino’s Pizza (DPZ), Fortinet (FTNT), Summit Materials (SUM) e Ulta Beauty (ULTA).

Ulta Beauty si mette in evidenza nella sessione odierna con un rialzo di quasi +7%.

Riguardo al target a 12 mesi per lo S&P 500, lo strategist ha ribadito l’outlook di 2.850 punti, che rappresenta un rialzo di appena +3,7% rispetto alla chiusura dell’indice di giovedì.

Tornando alla sessione odierna di Wall Street, occhio ai dati che sono arrivati dal fronte macroeconomico e che, oltre al forte calo dei nuovi cantieri, hanno visto protagonista il balzo dell’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan a 102 punti, nel mese di marzo, record dal 2004.

Resi noti anche i dati relativi all’indice delle offerte di lavoro e alla produzione industriale. Quest’ultima è balzata dell’1,1% su base mensile, riportando il secondo rialzo più forte  (sempre su base mensile) in otto anni, ovvero dal maggio del 2010.