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Goldman Sachs batte le attese: nel II trimestre utile per azione a 1,78 dollari

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Goldman Sachs non delude le attese. Il colosso finanziario di Wall Street, nonostante abbia riportato nel secondo trimestre dell’anno utili in calo, ha battuto le aspettative del mercato, facendo proseguire la stagione delle trimestrali delle banche Usa, iniziata con i conti di Jp Morgan e Citigroup, senza brutte sorprese. Subito dopo la diffusione dei risultati, l’azione Goldman Sachs si accende nel pre-market mostrando un progresso di oltre 2 punti percentuali.

Nel secondo trimestre dell’anno la quinta banca Usa per asset ha registrato un utile netto di 962 milioni di dollari, ossia 1,78 dollari per azione, in calo dell’11% rispetto all’anno prima. Seppur in ribasso, il risultato si dimostra superiore alle stime degli analisti ferme a 1,18 dollari per azione. I ricavi sono scesi del 9% a 6,63 miliardi di dollari.

A pesare sono state soprattutto l’attività di investment banking (-17%), di financial advisory (-26%), su cui si riflette uno stallo delle fusioni e acquisizioni societarie, e sull’azionario (-12%). Non solo. il risultato del trimestre, ha fatto sapere Goldman Sachs, include una perdita di 194 milioni di dollari derivante dall’investimento in azioni Industrial and Commercial Bank of China e un rosso da 112 milioni per altri investimenti azionari.

“Durante il secondo trimestre – ha commentato il presidente e amministratore delegato, Lloyd Blankfein, – le condizioni di mercato si sono deteriorate e i livelli di attività per i clienti privati e societari sono stati inferiori a causa della continua instabilità in Europa e dei timori per la crescita globale”.

Proprio per far fronte a questo clima poco favorevole che si respira a Wall Street dopo la crisi, che ha portato a un calo dei ricavi nei business tradizionali della finanza, Goldman Sachs avrebbe intenzione di sviluppare i suoi servizi di private banking. Secondo quanto riportato oggi dal Wall Street Journal, nel suo sito web, Goldman Sachs sta pensando di costituire una banca privata specializzata in prestiti verso le persone più facoltose e le società, proprio nel tentativo di migliorare il suo appeal verso questi soggetti e allontanarsi dalle meno performanti attività di trading. Il quotidiano, che cita il numero uno del gruppo, Lloyd Blankfein, rivela un obiettivo di prestiti fissato a 100 miliardi di dollari (contro i 12 miliardi di fine marzo).