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Goldman Sachs e Barclays promuovono Fiat, resta alta l’attesa per lo scorporo

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Fiat ancora sotto i riflettori dopo che la scorsa settimana le azioni del Lingotto hanno guadagnato in Borsa il 15,4%. La casa torinese beneficia ancora delle prospettive di un futuro spin off dell’auto, anche se in un comunicato diffuso sabato, il management ha definito “congetture” le indiscrezioni su un possibile scorporo. Il tema sarà in ogni caso discusso il 21 aprile in occasione della presentazione del nuovo piano quinquennale del gruppo. Al momento Fiat guadagna l’1,07% a 9,01 euro con l’azionista Exor in salita dell’1,12% a 12,6 euro.


A dare man forte al titolo, oggi sono arrivati i giudizi positivi degli analisti con Goldman Sachs che ha inserito Fiat nella sua Convinction Buy List, ribadendo la raccomandazione buy con un prezzo obiettivo a 12 mesi di 16 euro. “Crediamo che il Lingotto possa offrire agli investitori un potenziale ritorno di attrattività grazie al Ceo, Sergio Marchionne, che dovrà lanciare il nuovo piano strategico-finanziario per i prossimi cinque anni”, commenta Goldman Sachs. Secondo la banca d’affari americana, il piano che Fiat presenterà il 21 aprile sarà ambizioso, ma se verrà realizzato offrirà agli investitori un ritorno annuo del 35-50% nei prossimi cinque anni. “L’alleanza con Chrysler trasformerà la fisionomia di Fiat Auto e una migliore prospettiva dell’economia metterà in luce il significativo progresso, realizzato durante il precedente piano, negli altri business industriali”.

Un’altra promozione per il Lingotto è arrivata da Barclays che ha alzato il giudizio sul titolo da underweight a equalweight portando il target price a 9 euro dai precedenti 8 euro. Infine, venerdì scorso, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera al recupero dei crediti derivanti dagli eco incentivi auto, credito che il gruppo torinese aveva quantificato in 500 milioni a fine 2009. Secondo Banca Akros, “Fiat Auto ha ora la possibilità di cedere migliorando la sua posizione debitoria”.


Sul fronte occupazionale, riprende oggi l’attività negli stabilimenti italiani della casa torinese, dopo le due settimane di cassa integrazione per 30 mila lavoratori. Tornano così al lavoro i dipendenti di Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, Cassino e Sevel, mentre lo stop è stato prolungato di una settimana a Pomigliano.