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Goldman non si smentisce e conferma l’overweight sulle materie prime

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Goldman Sachs contro JPMorgan. Se per quest’ultima il comparto delle commodities è da sottopesare (“underweight”), oggi Goldman ha confermato la sua view a 12 mesi a “overweight”. Secondo gli analisti di GS, definiti “perma-bulls” (tori permanenti), nei prossimi 12 mesi i prezzi delle materie prime potrebbero mettere a segno un rialzo del 15%.

La view rialzista si basa sull’assunto che l’economia globale non cadrà in recessione e che “i prezzi delle commodity potrebbero salire nel breve-medio termine alla luce del calo delle scorte e del mancato incremento dell’offerta”. Il Pil globale è visto in crescita del 3,2% nel 2012 (contro il 3,4% precedentemente stimato) e del 4,1% nel 2013.

Goldman nella sua analisi prende ad esempio quanto successo nel 2008, quando il comparto delle materie ha continuato a crescere fino a quando “il crollo del sistema finanziario ha creato una recessione a livello globale”. Ed a novembre “il mercato delle commodity ha registrato un rialzo di 1 punto percentuale a dispetto dell’intensificarsi della crisi europea”.

Nonostante la stima 2012 sul Brent sia stata confermata a 120 dollari il barile, le quotazioni del petrolio del Mare del Nord sono attese a 127,5 dollari per fine anno e sopra quota 130 dollari nel 2013. Ma non finisce qui, perché negli ultimi mesi del 2013 i prezzi del benchmark europeo dovrebbero attestarsi a 135 dollari. Andamento simile per lo statunitense Wti, che dai 112,5 dollari medi del 2012 salirà a 126 dollari nel 2013.

La view sui prezzi del rame nei prossimi 12 mesi è stata confermata a 9.500 dollari la tonnellata, il 22,5% in più rispetto ai prezzi attuali. Stabile anche la stima sull’oro, che nell’arco di 12 mesi è pronosticato in crescita dell’11,5% a 1.940 dollari l’oncia.

Ma come detto l’ottimismo di Goldman è in contrapposizione con la prudenza di JPM, secondo cui le commodity saranno penalizzate dal “peggioramento della crisi europea e dal rallentamento delle economie emergenti”. “I fallimenti politici negli Stati Uniti ed in Europa hanno peggiorato l’outlook per i prossimi sei mesi”, ha dichiarato l’analista Colin Fenton.

Una via di mezzo è rappresentata dal rapporto pubblicato ieri da Morgan Stanley, secondo cui un contesto macroeconomico particolarmente incerto richiede un posizionamento più selettivo degli investimenti in materie prime. “Vanno preferite le commodity con un maggior valore relativo e quelle che registrano le performance migliori in contesti caratterizzati da una bassa crescita economica”, si legge nel “2012 Commodities Outlook, Positioning for a Slower Growth Environment”.

Per MS “la natura difensiva dell’oro dovrebbe continuare a sostenere la domanda da investimento. Un supporto arriverà anche dal basso livello dei tassi di interesse reali, in alcuni casi negativi”. Tra le materie prime agricole i fondamentali dovrebbero supportare i prezzi del granoturco e dei semi di soia. Lo zinco (“caratterizzato da un avanzo produttivo strutturale”), il piombo (“penalizzato dall’abbondanza delle scorte”) ed il nickel (“che dovrebbe risentire del rallentamento dell’industria cinese”) invece sottoperformeranno il mercato.