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GM vuole acquistare Chrysler

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Si torna a parlare di acquisizioni nel mondo dei motori. La storia di questi giorni, rilanciata da uno dei giornali americani più autorevoli nel settore delle auto, Automotive News, vede ancora protagonista General Motors, che vorrebbe acquistare Chrysler Group dando vita a uno dei colossi dell’auto.


Insomma, Gm non naviga in buone acque e per cercare di uscire dalla profonda crisi che la vede protagonista negli Stati Uniti e per tentare di ostacolare il dominio della giapponese Toyota ha cominciato a corteggiare Chrysler Group, l’asse statunitense che il gruppo DaimlerChrysler ha acquistato nel 1998 e che vorrebbe riposizionare.

Secondo indiscrezioni, le trattative sarebbero in corso da circa un mese e tra i piani delle due società ci sarebbe quello di unire una serie di attività, come il disegno e lo sviluppo delle auto ma anche la costruzione di parti in comune, con l’intento di contenere i costi. I tempi sembrano serrati, tanto che Il presidente di DaimlerChrysler, Dieter Zetche, dovrebbe incontrare il numero uno di Gm, Rick Wagoner, per discutere un’offerta di acquisto.


Ma la situazione non appare così semplice. La proposta avanzata dal colosso di Detroit sarebbe difficile da attuare proprio per la stessa Gm, che sta attraversando una crisi onerosa, che Dieter Zetsche stesso non ha voluto commentare a margine della conferenza stampa di presentazione delle misure di ristrutturazione del gruppo tedesco-americano che si è tenuta nel quartier generale statunitense di Chrysler.


Non sono tardati ad arrivare i commenti delle due società automobilistiche. DaimlerChrysler ha ribadito che “ogni strada è aperta” e poi si è chiusa in un “no comment”. Anche Gm non ha commentato la notizia, sostenendo che la compagnia ha in corso discussioni con altre case automobilistiche.


Ma è da giorni che le nubi sulla casa automobilistica americana si addensano sempre più. Il macigno è arrivato con la diffusione del piano per licenziare 13.000 dipendenti, pari al 16% della forza lavoro Oltreocenao. Il piano prevede che 11.000 tagli – di cui in 9.000 negli Stati Uniti e 2.000 in Canada – avranno luogo nel corso dei prossimi tre anni, e colpiranno gli operai che lavorano nelle varie fabbriche. Una delle prime conseguenze sarà la riduzione della capacità produttiva annuale di Chrysler, pari a 400mila veicoli. Oltre ai licenziamenti, Chrysler chiuderà alcuni impianti: quello di assemblaggio di Newark, in Delaware, e il centro di distribuzione vicino Cleveland, in Ohio. Non mancheranno le riduzioni nei turni di lavoro nelle fabbriche di Warren,  in Michigan, e di St. Louis, in Missouri.