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Gli stress test fanno meno paura: il Comitato europeo di vigilanza traccia la linea di condotta

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Gli stress test fanno meno paura. Tra i banchieri si respira maggiore tranquillità. Anche se nessuno azzarda sicurezza. In molti si aspettano il 23 luglio, giorno in cui saranno resi noti i risultati dei test condotti su 100 banche del Vecchio Continente, quella sorta di prova di resistenza sotto sforzo, in diversi scenari economici, per verificare la tenuta del sistema finanziario di fronte a future crisi, anche annunci di ricapitalizzazioni. Ma al momento c’è solo voglia di ripartire. Un assaggio lo si è già visto ieri sulle Borse, che dopo sedute insapori, all’insegna delle vendite, hanno risalito la china.


E oggi verrà compiuto un altro passo avanti. La riunione del Comitato europeo di vigilanza bancaria si annuncia foriero di novità in quanto traccerà la linea che è stata seguita nell’esecuzione degli esami, cui sono stati sottoposti gli istituti: in particolare, secondo l’ultimo tam tam di Borsa, verrà definita la metodologia utilizzata per i test.

Sono tuttavia ancora in corso discussioni relative a quali banche tedesche prenderannno parte agli esami con cui si verifica la solidità patrimoniale degli istituti di credito. E in quest’ottica il Cebs potrebbe anche decidere di non pubblicare la lista delle banche, che hanno partecipato ai test. Mentre dal Comitato si trincerano dietro il silezio, ai piani alti dell’Eurotower si lavora alacremente per arrivare preparati all’appuntamento.


Due giorni prima del 23 luglio, si terrà un incontro ai vertici fra la Banca centrale europea e gli istituti di credito del Vecchio Continente. Secondo quanto segnala la France Presse, protagonisti del vertice saranno il presidente dell’Eurotower, Jean-Claude Trichet e i responsabili delle maggiori banche d’Europa, che discuteranno dei risultati. Un appuntamento nel quale per alcuni addetti ai lavori Trichet potrebbe chiedere conto ai rappresentanti delle banche delle eventuali debolezze che emergeranno, o al contrario rallegrarsi per la solidità dei loro bilanci.


Dalle banche spagnole a quelle greche fino alla tedesca Landesbanken, l’esito degli stress test potrebbe ufficializzare che la crisi è ormai alle spalle, e cioé che le problematiche del debito bancario erano state esagerate; o, al contrario, che occorre mettere mano con capitali freschi e potenzialmente pubblici ai conti di alcuni istituti di credito, magari troppo esposti alla crisi greca, o al settore immobiliare spagnolo.

 

Non c’è nulla da temere, ritiene la maggior parte degli esperti. “Alla Banca centrale sanno quello che stanno facendo – spiega un capoeconomista di una primaria banca, che preferisce mantenere l’anonimato – . Rendere noti i test sarà un fattore positivo per le Borse: o saranno ottimi ed è un po’ difficile o laddove non lo saranno, è auspicabile che siano pronte situazioni di ricapitalizzazione. In quel caso il mercato potrà assorbire bene la cosa”.