Gli spot tv italiani finiscono nel mirino dell'Ue

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 11/12/2007 - 17:40
Gli spot pubblicitari italiani finiscono ufficialmente sotto la scure dell'Unione Europea. A meno di una settimana di distanza dalle anticipazioni apparse sul quotidiano La Repubblica di venerdì 7 dicembre è arrivata oggi la conferma: la Commissione ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia, una lettera nella quale accusa le emittenti televisive del Belpaese di avere violato le regole comunitarie in materia di pubblicità televisiva stabilite dalla direttiva "Televisione senza frontiere".Il governo italiano - si legge nella nota dell'Ue - ha due mesi di tempo per rispondere alle preoccupazioni espresse dalla Commissione. "Le emittenti hanno bisogno della pubblicità e i pubblicitari hanno bisogno delle emittenti, ma occorre anche garantire una protezione efficace dei consumatori" ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell'informazione e dei media. "Per beneficiare delle regole meno dettagliate e più flessibili in materia di pubblicità, l'Italia, alla stregua degli altri Stati membri - ha aggiunto Reding - deve rispettare e applicare pienamente le disposizioni comunitarie in vigore". Uno studio indipendente ha evidenziato che le emittenti italiane non rispettano le disposizioni quantitative in materia di pubblicità stabilite dalla direttiva, in particolare la regola che fissa a il tetto massimo di pubblicità per ora a 12, la regola che prevede un intervallo di almeno 20 minuti tra due spot pubblicitari e quella che riguarda le interruzioni pubblicitarie durante i film.
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