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Gli scandali fanno scivolare la lira turca ai minimi storici

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L’ondata di arresti che sta mettendo a serio rischio l’esecutivo guidato da Recep Tayyip Erdogan penalizza la lira turca che oggi ha aggiornato i minimi storici contro euro e biglietto verde. Il premier si trova a dover affrontare uno dei peggiori scandali di corruzione da quando è in carica e le minacce della banca centrale non stanno per ora sortendo gli effetti desiderati. Secondo quanto annunciato dall’istituto centrale, nel caso in cui dovesse essere riscontrata un’eccessiva volatilità nei tassi di cambio, “le vendite di valuta estera saranno incrementate fino a 10 volte”.

Nonostante questo, il cambio con l’euro oggi ha fatto registrare un nuovo massimo a 2,8676 try mentre l’incrocio con il biglietto verde è salito fino a 2,0979. Nelle ultime cinque sedute i due cross sono rispettivamente cresciuti dell’1,9 e del 2,4 per cento portando il saldo da inizio anno a un +21,3% e a un +17%.

“Gli investitori ora temono che l’instabilità politica del governo di Erdogan possa portare a nuove elezioni politiche e intaccare l’afflusso di investimenti esteri diretti verso il Paese”, ha detto Vincenzo Longo, analista di IG. Longo vede il target per l’eur/try a 2,9, un livello che “si potrebbe realizzare soprattutto se l’ipotesi di un ritorno alle urne anticipato dovesse concretizzarsi”.

Oltre che dagli scandali che stanno coinvolgendo il sistema-Erdogan, la valuta della Tigre del Bosforo, come del resto tutte quelle delle c.d. economie emergenti, paga pegno all’uscita di capitali innescata nel 2013 dall’attesa di una riduzione del flusso di liquidità da parte della banca centrale statunitense. Dopo aver combattuto contro l’eccessivo apprezzamento delle valute, oggi per i Paesi che fino a qualche anno fa facevano registrare tassi di crescita a doppia cifra il problema è opposto, ossia cercare di frenare la fuga di capitali e la conseguente svalutazione delle divise locali.