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Gli italiani tornano a scommettere sul mattone, ma il Fmi vede una ripresa più lenta

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Il mercato immobiliare non scricchiola più. Nei primi tre mesi del 2010 le compravendite sono risultate in crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a 190.728 unità. Lo comunica l’Istat in una nota. L’istituto di statistica italiana evidenzia come il fenomeno per la prima volta metta in luce variazioni tendenziali positive, dopo una fase di discesa iniziata nel 2007.


E’ però doveroso ricordare come il primo trimestre 2009 sia stato contrassegnato dalla maggiore contrazione delle compravendite avvenuta negli ultimi anni (-16,1%), per cui, sottolinea l’Istat, l’inversione di tendenza osservata nei primi tre mesi del 2010 non riporta ancora il volume delle transazioni ai valori precedenti la caduta.

La maggior parte delle convenzioni stipulate nel periodo considerato, il 93,2%, riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori, il 6,1% unità immobiliari ad uso economico. Il numero totale dei mutui è aumentato nel primo trimestre del 13,7% rispetto al primo trimestre 2009. L’Istat fa notare che è ripartita “la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi dello scorso anno”. Anche in questo caso, però, la ripresa non è ancora sufficiente ” a recuperare i livelli antecedenti la discesa”.


A raffreddare gli entusiasmi è arrivato il nuovo giudizio del Fondo Monetario Internazionale. Nella bozza del World Economic Outlook, gli economisti dell’istituto di Washington prevedono che la ripresa in Italia sia più lenta rispetto a quella in Germania e Francia, perché “un persistente problema di competitività limita lo spazio per la crescita dell’export e il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata”.


In questo quadro il Fondo Monetario prevede che l’Italia crescerà dello 0,9% nel 2010, mentre per il prossimo anno il Pil è visto a +1% rispetto alla precedente stima del +1,1%. Stime leggermente inferiori a quelle fornite ultimamente dal Governo italiano: +1% quest’anno e +1,5% nel 2011.