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Gli italiani cambiano atteggiamento e si dicono pronti a trasferirsi all’estero

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Gli italiani si dicono molto disponibili a valutare opportunità lavorative in altre città (81%) o Paesi stranieri (67%) e sono pronti a cambiare anche radicalmente lingua ed abitudini. Appaiono molto poco propensi, invece, a lunghi trasferimenti quotidiani: solo l’8% accetterebbe percorsi oltre i 60 minuti. Lo rivela l’ultimo Kelly Workforce Index, l’indagine condotta su un campione di 115 mila individui in 33 Paesi per verificare quanto siano disposti i lavoratori a spostarsi per trovare occupazione e realizzata da Kelly Services, società attiva nella fornitura di servizi per le risorse umane. “Negli ultimi decenni, il mercato del lavoro è stato protagonista di profondi cambiamenti – dichiara Stefano Giorgetti, direttore generale di Kelly Services Italia -. Il fenomeno della globalizzazione ha portato, tra le tante conseguenze, anche alla nascita di una nuova generazione di lavoratori per cui il concetto di confine e il sentimento di radicamento territoriale hanno perso valore. Basti pensare che in Italia, Paese celebre per il campanilismo dei suoi abitanti, circa 4 intervistati su 5 sarebbero disposti a cambiare città per lavoro e oltre 2/3 del campione auspica un trasferimento all’estero”.