Per gli investitori istituzionali il rischio sui tassi di interesse potrà determinare uno spostamento verso gli investimenti azionari

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 08/05/2014 - 11:01





L'ultimo sondaggio
RiskMonitor, condotto da Allianz
Global Investors tra oltre 400 investitori istituzionali in 51 paesi,
per un patrimonio di oltre 20 trilioni di dollari, rivela che, alla ricerca di
maggiori rendimenti, gli investitori istituzionali a livello globale prevedono
di ridefinire l'allocazione dei portafogli nei prossimi 12 mesi, incrementando
l'esposizione agli investimenti azionari e alternativi a discapito dei titoli
sovrani dei mercati sviluppati. In particolare:


- Circa il 30% degli investitori intervistati ha risposto di
voler incrementare l'allocazione verso i mercati azionari internazionali,
mentre solo il 6% prevede di ridurre tale posizione. Anche i mercati azionari
emergenti sono nella "buy list" del 25% degli intervistati, mentre l'8% prevede
di ridurre la quota verso questo comparto.


-Il 62% dei partecipanti al sondaggio ritiene che gli
investimenti alternativi possano adeguatamente sostituire le asset class
azionarie e obbligazionarie all'interno di un portafoglio bilanciato, e circa
la metà ritiene che tali investimenti siano funzionali al contenimento della
volatilità. Gli investimenti in real estate, private equity e hedge funds sono
quelli che con maggiore probabilità cresceranno nel portafoglio degli
investitori, insieme al nuovo comparto del debito per investimenti in
infrastrutture.


- Oltre la metà dei rispondenti (il 57%) ritiene che il
rischio sui tassi di interesse rappresenti il principale fattore di rischio,
indicandolo come minaccia "elevata o considerevole" per la performance del
proprio portafoglio nei prossimi 12 mesi. Il tail risk - che nella precedente
edizione era indicato come rischio principale - si è invece fortemente
ridimensionato nella percezione degli investitori.


- I partecipanti al sondaggio in Europa non si attendono che
i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea ritornino in tempi brevi
verso la media storica. Circa due terzi dei rispondenti ritengono che questo si
verificherà solo dopo il 2016.


"Nonostante negli
ultimi due anni si sia molto parlato di «grande rotazione», i passi concreti
compiuti dagli investitori istituzionali in tale direzione restano limitati,
per avversione al rischio o inerzia. Il nostro sondaggio suggerisce come gli
investitori mostrino un interesse crescente verso gli asset rischiosi,
soprattutto le azioni, e che grazie allo scenario macroeconomico più positivo
intendano sfruttare il potenziale dei premi al rischio offerti dai mercati. In
un contesto di tassi di interesse bassi risulta essenziale che gli investitori
istituzionali definiscano una riallocazione dei portafogli verso le asset class
rischiose, ed è positivo che il sondaggio confermi tale prospettiva almeno
nelle intenzioni degli intervistati. Siamo fortemente convinti che oggi il
maggior rischio per un investitore sia proprio non assumere alcun rischio" ha
commentato Elizabeth Corley, CEO di
Allianz Global Investors.

Stefan Hofrichter, Chief
Economist di Allianz Global Investors, ha invece evidenziato come: "recentemente abbiamo assistito ad un dibattito
sull'introduzione da parte della BCE di nuove misure non standard volte a
contrastare le tendenze disinflazionistiche nell'Eurozona. Crediamo che la BCE
per il momento stia correttamente mantenendo un approccio di attenta
osservazione, nonostante i bassi livelli di inflazione nell'Eurozona.
L'inflazione probabilmente si manterrà bassa per un periodo prolungato - ci
attendiamo un incremento graduale nei prossimi due anni, sino ad un livello
leggermente inferiore al 2% entro la fine del 2016 - ed in questa fase non è
atteso un cambiamento nei tassi di interesse da parte della BCE: questo
scenario induce ulteriormente a sovrappesare gli asset rischiosi".
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