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Gli investitori globali tornano a investire in Europa (BofA Merrill Lynch)

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L’Europa torna nei portafogli degli investitori, mentre sale la preoccupazione per il rischio legato al “fiscal cliff“. Secondo un sondaggio realizzato questo mese da BofA – Merrill Lynch, che ha coinvolto 253 manager nel periodo dal 7 al 13 settembre, il 35% degli investitori globali teme quell’accoppiata di tagli alla spesa e di innalzamento delle tasse che rischia di gettare nella recessione la prima economia mondiale, nonchè di attirare sugli Stati Uniti l’occhio fastidioso delle agenzie di rating che potrebbero decidere per un downgrade. Il fiscal cliff, i cui effetti potrebbero essere amplificati dall’esito elettorale e dalla politica fiscale che ne seguirà, è più temuto della crisi europea, che in settembre è tra i funesti pensieri solo del 33% degli investitori globali, rispetto al 48% di agosto.
Cresce la fiducia nel settore bancario europeo
Visto il rally di oltre il 25% dai minimi di giugno realizzato dai listini europei,  l’1% degli asset allocator ha preso posizioni “overweight” sulle azioni dell’Eurozona per la prima volta dal febbraio 2011, contro il 12% di “underweight”di agosto. Il 9% degli investitori globali, secondo la survey, afferma che l’Europa sia l’area che stimano maggiormente “overweight” nei prossimi 12 mesi, contro un 5% che la pensava così il mese scorso. Aumenta anche il numero di settori europei nei quali si ricomincia ad investire: da 12 a 19 in settembre. Chi investe in Europa resta però sottopesato in settori come materie prime, costruzioni e banche, anche se, per quanto riguarda queste ultime, la fiducia pare essere visibilmente cresciuta. A livello globale infatti la quota di “underweight” sul settore bancario è calata in un mese dal 35 al 21%, e a livello europeo il calo è stato addirittura dal 43 al 25%.
Calano le attese sui profitti corporate
Se aumenta dal 15 al 17% in settembre la percentuale di investitori che si attende un rafforzamento dell’economia globale nei prossimi 12 mesi, calano tuttavia le attese sui profitti. Secondo il 28% degli intervistati gli utili societari si deterioreranno nel prossimo anno. Il mese scorso la pensava così solo il 21% dei manager. Ad avvalorare questa tesi, il fatto che, secondo il 59% dei componenti del panel, le società stanno tagliando sui propri investimenti. Il 41% degli intervistati ritiene che le società dovrebbero aumentare il proprio capital spending: una percentuale in aumento rispetto al 33% di agosto.