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Gli investimenti etici dei fondi pensione

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Si è tenuto ieri a Roma presso la Sala convegni della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) il convegno “Gli investimenti etici dei fondi pensione” promosso da Assoprevidenza e Renovo in cui sono stati presentati i contenuti del volume omonimo pubblicato per i tipi di Egea.
Frutto di una ricerca svolta da un team di lavoro coordinato dal Professor Claudio Cacciamani, Ordinario presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Parma, l’opera si propone di fornire una serie di indicazioni metodologiche e tecniche agli operatori e ai professionisti del settore previdenziale per orientarli nel composito panorama della “finanza etica”.

In particolare, il volume prende in esame gli investimenti socialmente responsabili (SRI), un segmento del risparmio gestito che negli ultimi 15 anni ha conosciuto una forte espansione sia in termini patrimoniali sia per quota di mercato, imponendosi all’attenzione degli investitori istituzionali specialmente in Europa.

Secondo un’indagine condotta nel 2012 da Eurosif, infatti, nel Vecchio Continente gli investitori istituzionali pesano per il 94% nei fondi etici.

Per dare un ordine di cifre, una stima elaborata da Vigeo in collaborazione con Morningstar quantifica l’attuale patrimonio gestito in Europa dai fondi socialmente responsabili nel solo mercato retail in 108 miliardi di Euro, con un +14% rispetto al 2012. Inoltre, come è stato confermato dai relatori intervenuti al convegno, malgrado il crescente interesse da parte degli investitori pensionistici e previdenziali e delle fondazioni bancarie, il nostro Paese sconta ritardi, impacci e remore culturali rappresentando circa il 2% del mercato europeo dei fondi socialmente responsabili; ben lontano, pertanto, dal 35% della Francia o dal 17% del Regno Unito.

“Stiamo vivendo un momento storico caratterizzato dal sovrapporsi di due crisi drammatiche: una economica e una ambientale, aggravate nello specifico del nostro Paese dalle contingenti difficoltà per l’azione di governo di dare continuità e prospettive di ampio respiro alle politiche in campo industriale, energetico e ambientale” – ha dichiarato Stefano Arvati, Presidente di Renovo, intervenendo a latere dei lavori. “In questo senso, la crescita dei fondi etici può svolgere un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista finanziario, fornendo agli investitori istituzionali una sponda sicura in termini di remunerazione del capitale investito e di profilo di rischio coerente con i loro obiettivi di gestione, ma anche ricoprendo un ruolo vicario rispetto alla politica e al sistema bancario, garantendo la realizzazione di progetti a medio-lungo termine di sviluppo sostenibile volti a rilanciare il nostro Paese valorizzandole le potenzialità ancora inespresse”.

Greenstar è un fondo immobiliare multicomparto che si pone l’obiettivo di creare un modello sostenibile e replicabile di sviluppo orientato alla valorizzazione di terreni agricoli e/o forestali sottoutilizzati e/o abbandonati (Comparto Terreni), affiancato dalla produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili provenienti dalla valorizzazione di sottoprodotti e scarti della filiera agroalimentare e agro-forestale attraverso network di piccoli impianti di cogenerazione (Comparto Bioenergia).

Il progetto Greenstar si avvale del coinvolgimento delle società Agriventure e Sinloc in qualità di advisor, nonché della collaborazione di partner quali il Consorzio di cooperative sociali CGM e Legambiente, oltre a CNR, Università della Tuscia, Politecnico di Milano, Università Bocconi – MAGER, Confcooperative (Fedagri). Confagricoltura e Federazione dei Distretti italiani (Confindustria e Unioncamere).