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Gli industriali salvano Piazza Affari, Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,4%. Banche ancora in rosso

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in rialzo nonostante i tanti timori che circondano il sistema bancario spagnolo. In particolare resta critica la situazione di Bankia, che anche oggi ha ceduto a Madrid oltre il 10%. Il premier Rajoy ha dichiarato che Madrid non ha chiesto nessun aiuto esterno per i suoi istituti di credito, ammettendo però che non è stata ancora presa alcuna decisione su come finanziare il salvataggio del quarto gruppo bancario del Paese. Gli investitori hanno cercato una fonte di ottimismo a Oriente dove la Cina starebbe preparando nuove misure di stimolo alla domanda. Un aiuto è arrivato anche dalla buona vena di Wall Street nonostante il dato sulla fiducia dei consumatori Usa, sceso a maggio sotto le attese a 64,9 punti. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,38% a 13.107 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dello 0,30% a quota 14.061.

Brillante performance del comparto industriale: Impregilo ha guadagnato il 6,83% a 3,314 euro, Prysmian il 4,69% a 11,83 euro, Luxottica il 4,08% a 27,01 euro, Saipem il 3,22% a 32,97 euro, Pirelli il 3,37% a 8,42 euro. Ben comprata Fiat (+3,97% a 4,138 euro) dopo che il presidente Elkann ha confermato i target 2012 di Fiat-Chrysler in America e nel resto del mondo, annunciando però che saranno rivisti quelli in Europa nel prossimo trimestre. Elkann ha poi dichiarato che Fiat non è interessata a rilevare quote di Mazda. La scorsa settimana il gruppo auto torinese aveva annunciato la sigla di un accordo commerciale con la casa giapponese per lo sviluppo e la produzione di una nuova spider per i marchi Mazda e Alfa Romeo. Entrambi i veicoli verranno prodotti nello stabilimento Mazda a Hiroshima, in Giappone, a partire dal 2015.

Ancora debole il comparto bancario. Sotto i riflettori è finita la Popolare di Milano (-3,84% a 0,32 euro) che ha comunque dimezzato le perdite dopo aver pubblicato una nota ufficiale in scia alle notizie relative all’arresto dell’ex presidente di piazza Meda, Massimo Ponzellini. Questa mattina, infatti, Ponzellini è stato messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su un presunto finanziamento da 148 milioni di euro alla società Atlantis di Francesco Corallo. Ai domiciliari è finito anche un ex collaboratore di Ponzellini, Antonio Cannalire. I reati contestati sono l’associazione a delinquere e la corruzione. L’istituto milanese ha fatto sapere che “allo stato e secondo le informazioni disponibili, si ritiene che detta vicenda non abbia ripercussioni economiche sulla banca”. In rosso anche Monte dei Paschi (-2,23% a 0,202 euro), Banco Popolare (-1,31% a 0,901 euro), Ubi Banca (-0,98% a 2,218 euro), Unicredit (-1,44% a 2,462 euro) e Intesa SanPaolo (-0,59% a 1,01 euro).

Ancora vendite su Telecom Italia, che ha mostrato un ribasso del 2,93% a 0,662 euro. Il titolo del gruppo tlc ha toccato un minimo intraday a 0,6615 euro, livello più basso a Piazza Affari dal settembre del 1997. Scarsa vena per il comparto energetico con A2A che ha indossata la maglia nera con un -4,93% a 0,54 euro ed Eni (-0,38% a 15,67 euro) nonostante l’espansione delle sue attività di esplorazione e produzione in Indonesia. Il colosso energetico guidato da Paolo Scaroni ha infatti annunciato di avere ottenuto, nell’ambito del primo Bid Round internazionale lanciato in Indonesia nel 2012, l’assegnazione con la quota del 100% del blocco East Sepinggan, situato offshore al largo di East Kalimantan.