Gli hedge fund ignorano la Sec (fondionline.it)

Inviato da Redazione il Ven, 29/09/2006 - 10:35
Succede che a volte ci si dimentica che i fondi a gestione alternativa -quelli conosciuti come hedge funds nel panorama finanziario internazionale- sono investimenti permeati da un livello di rischio elevato. E lo sono perché gli hedge funds puri -quelli veri- non sono soggetti alla supervisione di alcuna autorità di controllo, non devono dare conto ai propri investitori, e non sono obbligati a rispettare i coefficienti di diversificazione e di controllo del rischio che devono essere rispettati dai fondi comuni di investimento tradizionali.

Questa libertà assoluta nella gestione dei patrimoni fa si che ci siano hedge funds molto conservatori, che fanno del controllo del rischio il proprio obiettivo gestionale, e altri più aggressivi, che tendono ad assumere posizioni ad alto rischio (che a volte si rivelano grandi intuizioni, altre volte meno).

Il piano messo a punto dalla Securities and Exchange Commission (l'organismo dedito alla regolamentazione e al controllo dei mercati finanziari statunitensi) per aumentare il livello di controllo sull'operatività degli hedge funds o fondi a gestione alternativa, non ha trovato un'accoglienza benevola negli ambienti finanziari Usa. Un centinaio di hedge funds hanno approfittato della sentenza emessa da un giudice contrario all'iniziativa della Sec per cancellare il proprio nome dal registro voluto dal regolatore. Un giudice di Washington ha precisato che la tipologia di questi fondi non è contemplata dalla legislazione statunitense, e che pertanto non è possibile proceder alla creazione di un registro ad hoc. In sostanza, la proposta della Sec è stata giudicata illegale.

Gli hedge fund sono società private -utilizzate per investire grandi patrimoni- caratterizzate da un'assenza di regolamentazione e dall'adozione di strategie gestionali, che puntano al conseguimento di risultati positivi in ogni fase di mercato. Per centrare il proprio obiettivo e massimizzare i profitti, questi strumenti fanno ricorso all'indebitamento e all'uso di strumenti derivati. Non vi è dubbio che non esiste una definizione mondiale unanime su cosa sia un hedge fund. Il vuoto legislativo è stato utilizzato dagli avvocati difensori di queste società per portare in tribunale la proposta ideata dalla Sec. Quest'ultima pretendeva di creare un registro in cui i fondi ad alto rischio dovevano inserire delle informazioni relative alle proprie dimensioni, al numero di impiegati e clienti. Le società dovevano inoltre sottoporsi a periodici controlli e ad ispezioni aleatorie. Il rifiuto giudiziale alla proposta della Sec arriva nel pieno del dibattito sull'opportunità di regolamentare o meno l'operatività di queste società.

Poco dopo l'annullamento del registro degli hedge fund, un Comitato del Senato statunitense ha affermato di voler rinforzare il controllo sull'operato degli hedge fund per evitare il rischio di manipolazioni e frodi. I senatori hanno sottolineato che con 2.400 milioni di dollari (circa 1.890 milioni di euro) gestiti nel mercato statunitense, l'industria degli hedge fund ha raggiunto dimensioni tali da non poter continuare ad operare senza controlli. Varie legislazioni a livello mondiale stanno regolando l'attività degli hedge funds, consentendo l'accesso ai piccoli investitori attraverso i fondi di fondi hedge.

Il problema è che mentre si discute animatamente sull'opportunità di regolamentare l'attività degli hedge, si è verificato un crollo (con perdite per 6.000 milioni di Usd) inferiore solo a quello che ha coinvolto il Long Term Capital Management nel 1998. La scorsa settimana, una società di gestione di hedge funds chiamata Amaranth Advisors ha inviato una comunicazione ai suoi investitori annunciando che due dei suoi fondi a gestione alternativa hanno perso il 50% nell'ultimo mese a causa del crollo del prezzo del gas. Il fondo in questione - che ha guadagnato il 26% in agosto- perde il 35% da inizio anno (le perdite complessive ammontano a 4.600 milioni di dollari Usa, corrispondenti a 3.600 milioni di euro).

Amaranth ha fatto ricorso alla leva finanziaria per sviluppare i suoi piani di investimento -una strategia propria degli hedge funds per massimizzare le scommesse effettuate sui mercati attraverso l'indebitamento. Vale a dire, prendeva denaro a prestito per investirlo. Il problema è che il gestore è rimasto intrappolato da un'inaspettata inversione di tendenza del mercato delle materie prime, nel quale si muove eseguendo arbitraggi tra i differenti contratti future.

Adesso Amaranth sta cercando di porre rimedio al disastro. L'obiettivo è discutere -insieme all'intermediario finanziario (o broker) con cui lavorava- le modalità per far fronte alle richieste dei creditori. Speriamo che questo caso serva da esempio per capire quanto sia importante capire il funzionamento di un fondo a gestione alternativa prima di procedere all'acquisto di quote dello strumento. A cura di www.fondionline.it
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