Gli hedge fund e la correlazione con l'azionario dopo il grande rally

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 17/07/2014 - 12:37

Con un rischio direzionale che, per l'industria degli hedge funds, si mantiene su livelli storicamente elevati raggiunti solo a inizio 2007 e a cavallo tra la primavera e l'estate del 2011, facciamo il punto della situazione sul mondo degli hedge funds con Giovanni Fulci, FRM, esperto di investimenti alternativi di Banca MPS.




Il rischio direzionale dell'industria hedge funds si mantiene su livelli storicamente elevati: il Beta rispetto all'S&P500 (vedi grafico) è intorno a 0,25, ossia se il mercato azionario cresce del 10% gli hedge funds in aggregato si apprezzano del 2,5%, e viceversa. Il Beta è quindi una misura di 'reattività' e questo livello di Beta è storicamente alto: livelli simili erano stati raggiunti ad esempio a inizio 2007 e a maggio/giugno 2011.





Il confronto del Beta tra hedge fund ed S&P500

Fonte: rielaborazione dell'autore su dati Bloomberg LP, HFR Asset Management LLC, Deutsche Bank Index Quant, Lyxor, S&P's



Permane inoltre il regime di elevata correlazione tra l'aggregato hedge funds e il mercato azionario.






Il confronto del Beta tra hedge fund ed S&P500

Fonte: rielaborazione dell'autore su dati Bloomberg LP, HFR Asset Management LLC, Deutsche Bank Index Quant, Lyxor, S&P's




Confronto rischio/rendimento hedge fund vs S&P500 ulimo anno




Posizionamento dei book




La discesa dell'indice composito di hedge funds tra marzo/aprile 2014 è avvenuta sia per le perdite registrate dalla caduta dei titoli 'growth'  rispetto ai titoli 'value' che per il crollo dei titoli healthcare tecnologia e servizi, internet, biotech. Queste tipologie di titoli sono quelle dove la percentuale di partecipazione da parte degli hedge funds è particolarmente elevata.  Per fronteggiare questo inatteso rovescio, molti portfolio manager hanno ridotto il rischio dei portafogli (stop loss), concentrando il ridotto book sui titoli a maggiore convinzione. La normalizzazione avvenuta da maggio in poi ha portato a una rinnovata, progressiva espansione del rischio.In generale l'outlook è rialzista, sebbene diversi manager preferiscano aspettare ritracciamenti prima di aumentare le posizioni lunghe.





Sul fronte tassi, l'idea più diffusa a inizio 2014 era per una graduale salita dei tassi statunitensi, Uk e Eur. Come spesso avviene, il mercato si muove nella direzione dove può creare maggiore dolore dato il posizionamento degli investitori: la successiva discesa dei tassi sia in Us che in Uk e in Eurozona ha portato a perdite nei book. Vi sono evidenze di un posizionamento short estremo sui tassi a breve statunitensi. Tra le idee a maggiore convinzione ora, vi sono quelle che puntano a una risalita dei tassi in Giappone e in Europa.




Alcuni manager sono posizionati per un apprezzamento del peso messicano, anche sulla convinzione che il Messico si stia trasformando nella nuova Cina. Si assiste a un riposizionamento selettivo su mercati emergenti (ad es. la Rupia indiana dopo le recenti elezioni).




I manager sistematici (CTA/managed future) ossia quelli che comprano e vendono automaticamente in base a regole predeterminate scritte per cavalcare i trend di mercato, hanno un posizionamento tendenzialmente positivo su azioni, obbligazioni e su commodity.  Sono corti tendenzialmente di metalli industriali.




Sia i gestori discrezionali che quelli sistematici mostrano quindi una comunanza di posizioni in generale lunghe sull'azionario.




Strategie: rendimenti e orientamento




Le migliori strategie per rendimento da inizio anno:  credit arbitrage, fixed-income arbitrage, event driven, special situation, convertible arbitrage




Le peggiori strategie per rendimento da inizio anno:  global macro, CTA/managed futures




Orientamento: dato il grande rally dei mercati azionari (caratterizzato negli ultimi mesi da volatilità e drawdown realizzati sempre più mitigati), alcuni allocatori stanno guardando a una diminuzione dell'esposizione a strategie direzionali per focalizzarsi su strategie a più bassa correlazione con i mercati azionari e/o che abbiano un posizionamento che benefici di possibili rialzi della volatilità. Dopo anni di sotto-performance da parte delle strategie global macro, CTA/managed future e commodity, vi è interesse a guardare di nuovo a questo spazio. Vi è inoltre interesse per strategie/approcci poco sensibili alla direzione dei tassi. I convertible non risultano in generale attraenti in questa fase data la loro elevata volatilità implicita rispetto a quella sulle azioni, e molti book stanno ampliando il posizionamento short sul settore.


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