Gli artifici italiani nella tassazione dei fondi pensione (Fondionline.it) -2-

Inviato da Redazione il Lun, 18/06/2007 - 09:54
I frutti degli investimenti nel fondo pensione (rappresentati da cedole, dividendi e capital gain) vengono tassati con l'applicazione di un'aliquota dell'11%, contro il normale 12,5% degli altri investimenti finanziari. La tassazione viene applicata a tutti i guadagni e le perdite maturate anche se non ancora realizzati con la vendita dei titoli in portafoglio. Nel caso di perdite il fisco riconosce un credito di imposta che sarà utilizzato quando saranno materialmente realizzati i guadagni. La prestazione pensionistica può essere liquidata in forma di capitale e/o in forma di rendita. In quest'ultimo caso, il montante contributivo diventa il premio di una polizza assicurativa nota come rendita vitalizia o rivalutabile (con o senza reversibilità, a seconda dell'opzione preferita dal lavoratore). La parte imponibile della prestazione (capitale o rendita) è soltanto quella derivante dai contributi a suo tempo dedotti o esenti da Irpef, la seconda parte essendo già tassata o in sede Irpef o in sede di rendimenti finanziari archiviati durante la fase di accumulazione. Sulla parte imponibile viene applicata un'aliquota agevolata del 15% (contro il 23% dell'aliquota minima Irpef) ridotta di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione alla previdenza complementare tra il sedicesimo (aliquota 14,7%) e il trentacinquesimo (aliquota 9%). Anche nell'ipotesi di rendita rivalutabile, le componenti già tassate verranno escluse dalla parte imponibile della rendita. In presenza di siffatta architettura fiscale, è ovvio che la valenza accreditabile a qualsiasi tipo di calcolo fiscale è direttamente correlata non solo alla legislazione vigente ma anche a quella che ci sarà in futuro e quella che c'è stata in passato. A cura di Fondionline.it.
COMMENTA LA NOTIZIA