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Giu’ i titoli petroliferi e Unicredit

QUOTAZIONI Eni
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A pesare sul listino italiano è stato soprattutto il secco arretramento delle quotazioni del petrolio sui mercati delle materie prime. Tale ritracciamento si è fatto sentire con particolare forza sui titoli del comparto petrolifero, Eni (-1,57%) in primis, che è il titolo più pesante a livello di capitalizzazione di Piazza Affari. Le blue chip milanesi che hanno indossato la maglia nera per i ribassi accusati sono state il petrolifero Saipem (-2,84%), Mediaset (-2,20%) e Unicredit (-2,34%). L’istituto milanese di Piazza Cordusio, in un comunicato diffuso nel pomeriggio, ha ribadito la propria ferma convinzione di non essere in violazione del Contratto di privatizzazione di Pekao. Nel tardo pomeriggio, hanno ceduto alle vendite alcuni titoli che erano riusciti a navigare in acque positive un po’ per tutta la giornata, come Banco Popolare di Verona e Novara, che ha beneficiato dell’upgrade a “overweight” da parte degli analisti di Lehman Brothers, e Fiat. A fornire benzina all’azione del Lingotto era stata la notiza che Fiat ha fatto registrare, nel mese di gennaio, sul mercato italiano, 73.131 immatricolazioni, in crescita del 23%. La quota di mercato è salita al 30,8% dal 29,4% del dicembre 2005 e dal 27,7% del gennaio 2005. Lehman Brothers ha alzato anche il rating di SanPaolo Imi, portandolo a “overweight” da “equal-weight, ma l’azione è riuscita a non approdare in territorio negativo e a restare sulla linea di parità in chiusura. La blue chip migliore dell’S&P/Mib è stata Autostrade, che ha comunque totalizzazato un progresso inferiore al punto percentuale.