Giornata nera per Piazza Affari, FonSai e Mediaset le peggiori. Forti vendite sulle banche

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 23/06/2011 - 15:12
Quotazione: MEDIASET
Quotazione: FONDIARIA-SAI
Quotazione: INTESA S.PAOLO

Dopo il lunedì arriva anche il giovedì nero. Pesanti vendite si stanno abbattendo su Piazza Affari all'indomani della conferenza stampa di Ben Bernanke che ha lasciato delusi gli investitori. Il governatore della Federal Reserve ha dichiarato che la crescita americana rimarrà quest'anno sotto il 3%, la disoccupazione resterà elevata e la crisi greca sta minacciando la stabilità del sistema finanziario mondiale. Bernanke ha confermato che non vi sarà un terzo round di quantitative easing, ma le cedole dei bond in portafoglio verranno utilizzate per l'acquisto di nuovi Treasury. Il numero uno della Banca Centrale Usa si è però detto ottimista sull'inflazione, considerandola un fenomeno temporaneo.

Nel dettaglio, la Fed adesso prevede per il 2011 una crescita del Pil statunitense in un range tra il 2,7% e il 2,9% rispetto alla precedente forbice 3,1-3,3%. La disoccupazione dovrebbe invece attestarsi ad un tasso compreso tra l'8,6% e l'8,9%. Livelli da Grande Depressione. In scia a queste stime, la Borsa di Milano ha sofferto già nelle primissime contrattazioni di giornata accelerando al ribasso dopo la pubblicazione delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli States, cresciute oltre le attese a 429 mila dalle precedenti 414 mila. E così a Piazza Affari il rosso si è fatto più acceso: il Ftse Mib cede il 2,60% a 19.492 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 2,55% a quota 20.200.

Sul paniere principale da segnalare il tracollo di Fondiaria-Sai, che da lunedì sarà impegnata in un aumento di capitale da 450 milioni di euro. Le nuove azioni saranno emesse con uno sconto nella parte delle previsioni della vigilia e questo ha subito punito il titolo della compagnia assicurativa che adesso mostra un tonfo dell'8,25% a 4,08 euro. Nel dettaglio, il prezzo di emissione è stato fissato a 1,5 euro per azione ordinaria e 1 euro per le risparmio. Il prezzo risulta quindi a sconto di circa il 39,6% sul prezzo teorico ex diritto delle azioni ordinarie, calcolato sulla base del prezzo di chiusura di Borsa del 22 giugno 2011. Il rapporto di opzione è stato stabilito in 2 nuove azioni ordinarie o di risparmio ogni azione ordinaria o di risparmio posseduta.
 
Negli ultimi giorni le anticipazioni di mercato sullo sconto applicato per le azioni ordinarie oscillavano tra il 30 ed il 40%. "Lo sconto a quasi il 40% è superiore alle nostre attese con effetto diluitivo sugli utili 2012/2013 di oltre il 60% e di circa il 50% sull'EV 2012/2013", ha commentato a caldo Intermonte che mantiene una view cauta sul titolo. Dopo FonSai la peggiore è Mediaset, che lascia sul parterre il 6,55% a 3,11 euro. L'Ad del gruppo di Cologno Monzese, Giuliano Adreani, ha dichiarato che il mercato italiano della raccolta pubblicitaria segnerà nel primo semestre un calo del 4-5% e che Mediaset ha fatto meglio del mercato, ma è comunque in leggera flessione nel periodo. "Dopo il -2,4% dei primi tre mesi 2011 ci si può attendere che anche il secondo trimestre possa essere in calo di circa il 3%", ha spiegato Equita che ha confermato sul titolo del Biscione la raccomandazione hold con prezzo obiettivo a 4,3 euro.

Per quanto riguardo la seconda parte dell'anno, Adreani ha sottolineato che qualora non si verificasse un'inversione dell'andamento economico il trend potrebbe essere confermato. "Si tratta di un cambiamento della view da parte del management, che fino ad oggi parlava di una ripresa nel secondo semestre", commenta la sim milanese che rivedrà le stime sulla raccolta 2011 da +1,2% a -1/-2%. "Considerando il negativo andamento anche in Spagna, riteniamo ridurremo le previsioni sull'eps 2011 di Mediaset attorno al -10%/-12% - conclude il broker nella nota odierna raccolta da Finanza.com -. Vista la negativa performance del titolo si tratta comunque di attese in parte già nei prezzi, ma non vediamo catalyst di breve sull'azione". Infine, vendite pesanti anche sul comparto bancario: Bpm cede il 4,79% a 1,532 euro, Ubi Banca il 5,01% a 3,826 euro, Mps il 4,34% a 0,551 euro, Banco Popolare il 4,34% a 1,564 euro, Intesa SanPaolo il 3,81% a 1,793 euro e Unicredit il 3,82% a 1,46 euro.

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