Il gioco si fa duro in Borsa: l'incubo contagio fa tremare l'Europa, anche Asia in panne

Inviato da Micaela Osella il Mar, 30/11/2010 - 09:30

Il gioco si fa duro in Borsa. Anche stamattina i mercati continentali si svegliano nervosi. Dopo un avvio in territorio positivo, le Borse cambiano direzione e iniziano a scendere: ieri hanno buttato giù 88 miliardi, oggi il conto potrebbe salire. Francoforte e Madrid resistono alle vendite e segnano rispettivamente un +0,12% a 6.705 punti e +0,40% a 9.362 punti. Mentre Parigi cede lo 0,18% a 3.630 punti, Amsterdam lo 0,64% a 4.676 punti e Milano perde lo 0,76% a 19.167 punti. Chi si aspettava che la ciambella di salvataggio lanciata a Dublino dall'Ecofin due giorni fa potesse riportare la calma sui mercati è stato deluso.

Difficile spazzare via i timori di un rischio contagio. La cura Irlanda non funziona, anche se alcuni economisti accennano a un minimo di ottimismo. Difficile togliere il fiato agli speculatori. Il mercato sembra piuttosto essere solleticato dai complotti. Se il Wall Street Journal ieri scorgeva segnali di allarme nella situazione economica italiana, dalle colonne del New York Times il premio Nobel all'economia Paul Krugman rilancia: siamo solo all'antipasto. "L'Irlanda non può fare molti danni alle prospettive dell'Europa. E lo stesso si può dire di Grecia e Portogallo. Ma poi c'è la Spagna: gli altri sono tapas, la Spagna il piatto principale", si legge in un articolo.

La tensione comunque è generalizzata. I timori sui debiti sovrani dell'eurozona affondano anche le Borse asiatiche. Tokyo, che ha risentito del rafforzamento dello yen e dei conseguenti effetti negativi sulle esportazioni, ha chiuso in flessione dell'1,9%, Hong Kong cede lo 0,4%, mentre in Cina la Borsa di Shanghai arretra dell'1,6% e quella di Shenzhen del 2,3%. Nel complesso l'indice Msci Asia-Pacifico, termometro dell'andamento dei mercati azionari, arretra dello 0,8%. Anche qui la storia si ripete: i listini continuano a non sentirsi rassicurati dal piano di salvataggio da 85 miliardi di euro messo a punto per l'Irlanda.

Così in Asia i credit-default swap sui bond, gli strumenti che assicurano contro il rischio di insolvenza, sono saliti ai massimi degli ultimi due mesi.  Ieri tensione alle stelle anche in Europa. Sul fronte macro potrebbe arrivare qualche spunto: oggi sono attesi i dati sulla disoccupazione in Europa, che potrebbe restare sui massimi degli ultimi 12 anni, mentre il tasso giapponese è cresciuto in modo inatteso (5,1% contro previsioni del 5%) a seguito del calo della produzione industriale.

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