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Giappone: S&P’s boccia l’Abenomics, rating scende ad “A+”

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“Il sostegno economico al merito di credito giapponese ha registrato un continuo indebolimento negli ultimi 3-4 anni. Nonostante le promesse iniziali,  è improbabile che il piano governativo per far ripartire la crescita economica e metter fine alla deflazione riesca a invertire la rotta (di questo deterioramento, ndr) nel giro di 2-3 anni”. Queste le motivazioni che hanno spinto l’agenzia Standard & Poor’s a ridurre il merito di credito del Sol Levante a “A+/A-1” dal precedente “AA-/A-1+”.

Tra il 2011 e il 2014, “il reddito pro-capite in Giappone è passato da quasi 47 a 36 mila dollari e, al di là del forte deprezzamento del tasso di cambio tra yen e dollaro, è frutto di una crescita fiacca e della debolezza dei prezzi”. Secondo l’agenzia l’ormai famosa “Abenomics”, il mix monetario fiscale che dovrebbe far ripartire l’economia giapponese e far ripartire l’inflazione, “non sarà in grado di invertire il trend nel giro di 2-3 anni”.

“Il nostro giudizio sul Giappone è frutto della solida posizione nei confronti dell’estero, di un’economia relativamente prospera e diversificata, della stabilità politica e di un sistema finanziario solido cui fa da contraltare l’età media della popolazione e una deflazione persistente”.

Prospettive stabili
L’outlook sul giudizio di lungo termine è stabile “alla luce del convincimento che un tasso di crescita modesto e la stabilizzazione dei prezzi possano rallentare l’aumento del livello di indebitamento governativo nei prossimi due anni e eventualmente stabilizzarlo”. Un nuovo calo del giudizio potrebbe essere innescato “da un aumento significativo e sopra le nostre stime del livello del debito, un incremento potenzialmente dovuto alla debolezza di crescita economica e prezzi al consumo”.

L’agenzia potrebbe anche fare marcia indietro e alzare il giudizio sovrano in caso di “miglioramenti decisamente significativi delle performance fiscali del governo eventualmente accompagnati da un ritorno del tasso di inflazione a livelli sostenuti e da un rafforzamento della crescita”.