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Giappone: premier Shinzo Abe studia taglio tasse per grandi aziende. Indice Nikkei sale del 2,6%

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Rimbalza la Borsa di Tokyo dopo i ribassi della vigilia in scia della deludente lettura del Prodotto interno lordo (Pil) del secondo trimestre. 
La ragione di questo rinnovato ottimismo? È ancora una volta da ricercare nell’Abenomics, il pacchetto di politiche economiche messe in atto dal premier Shinzo Abe. L’ultima proposta di Abe riguarderebbe la riduzione delle tasse alle grandi aziende. Una mossa che permetterebbe di attutire il colpo dell’aumento dell’Iva e al tempo stesso attirare nuovi investitori esteri verso il Paese del Sol levante. 
Di fronte a questa indiscrezione riportata dal quotidiano Nikkei, che cita fonti vicine al Governo, l’indice NIkkei è salito di quasi il 2,6% a 13.867 punti dopo avere toccato nella seduta di ieri i minimi dallo scorso 27 giugno, mentre il Topix è salito di circa il 2% a 1.157,15. Reazioni positive da parte di alcune big del listino asiatico, tra cui Toyota e Sony che hanno guadagnato rispettivamente il 2,26% e l’1,81%, mentre l’azione Canon è aumentata di quasi il 2%. 
Stando a quanto riportato dal quotidiano nipponico il premier Abe avrebbe commissionato uno studio per valutare l’impatto di un’eventuale riduzione della tassazione sulla corporate giapponese, che è pari a circa il 38% ed è una delle più elevate al mondo. Quanto all’Iva dovrebbe salire in Giappone dal 5% all’8% entro il mese aprile e portarsi fino al 10% nell’ottobre 2015. Una decisione in tal senso dovrà essere presa tra settembre e ottobre.
Intanto non giungono segnali positivi dal dato sugli ordini di macchinari diffuso nella notte. Gli ordini di macchinari in Giappone hanno infatti segnato a giugno una flessione del 2,7% su base mensile contro il +10,5% di maggio (stime Bloomberg a -7%). Su base annua il dato ha invece mostrato una crescita del 4,9% dal +16,5% della passata rilevazione e dal +2,6% indicato dagli analisti. Un rallentamento che potrebbe indicare che al momento le aziende nipponiche hanno messo un freno ai programmi di investimento.