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Giappone, la flessione del Topix preannuncia un mercato orso

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Il Giappone è il primo tra i dieci maggiori mercati mondiali ad entrare in fase orso dall’inizio della crisi dei mutui statunitensi con il Topix Index che lascia il 21% dai massimi toccati nel 2007. Il più ampio indicatore nipponico di prezzi azionari ha perso oggi lo 0,1% a 1.4437,38 punti, il valore più basso dall’ottobre 2005, lontano dal picco annuale di 1.826,97 punti. A pesare sulla borsa di Tokyo sono soprattutto le difficoltà delle aziende di fronte alla scarsa crescita dell’economia statunitense, il principale mercato delle esportazioni giapponesi. Lo yen forte a +13% sul dollaro dallo scorso giugno e l’impennata del greggio rischiano di soffocare i profitti ed inficiare gli sforzi del governo per ravvivare un’economia in debole crescita. La Banca del Giappone lo scorso 31 ottobre ha tagliato all’1,8% dal precedente 2,1% le sue stime sulla crescita per l’anno che si concluderà a marzo. Il Nikkei-225, che include brand quali Toyota, è vicino anch’esso alla zona “orsi” e il recupero dello 0,3% di oggi rimedia solo parzialmente la caduta di ieri a 14.837,66, sui minimi dal luglio 2006. “Il declino del Topix fa parlare di mercato orso” spiega Paul Hickey, managing partner presso il gruppo Bespoke “ma il Giappone non è un’area stellare già da dieci anni”. “Non sono rosee nemmeno le previsioni sullo shopping natalizio”, spiega Yoshihisa Okamoto, manager di Mizuho Asset Management, che prosegue: “senza la prospettiva di una crescita dei profitti, non acquisiremo azioni sul mercato”.