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Giappone, dati macro confermano solidità della ripresa nipponica. Ottimismo per il 2017

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Dati macroeconomici positivi quelli diffusi nella notte dal fronte giapponese. La produzione industriale nipponica conferma i segnali di ripresa a più riprese forniti dall’economia del Paese che sembra voler finalmente uscire dalla lunga situazione di stagnazione che ha caratterizzato gli ultimi anni. 

Il dato della produzione industriale ha segnato nel mese di novembre un incremento mensile pari all’1,5%, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti ma in netto rialzo rispetto all‘invariato registrato ad ottobre.
Ma il dato più sorprendente, stando alle indicazioni di alcuni analisti, è quello relativo alle scorte che hanno segnato una contrazione pari all’1,5% mensile, e del 4,8% su base annualizzata. Una contrazione a livelli che non si vedevano da quando fu innalzata l’aliquota sull’iva e che potrebbe rappresentare l’anticamera per importanti rialzi della produzione industriale del Paese nei prossimi mesi.

La vera sfida, che rimane uno dei temi più scottanti per il primo ministro Shinzo Abe, rimane quella di fare incrementare i consumi da parte dei cittadini giapponesi, da sempre più propensi ad incrementare i tassi di risparmio e frenare di fatto la lotta alla deflazione.
Eppure qualche segnale di iiversione, finalmente, si registra anche da questo fronte.

Le vendite al dettaglio hanno registrato a novembre un incremento marcato, +1,7% a novembre contro il +0,8% stimato dagli analisti. Una lettura per molti versi inattesa e che potrebbe fare da volano all’espansione dell’economia giapponese che nel terzo trimestre dell’anno aveva visto il proprio prodotto interno lordo crescere del +1,3%.

Segnali positivi arrivano in particolare dalle esportazioni che a novembre hanno segnato un incremento annualizzato pari al +7,4%, con il dato relativo alla Cina che ha segnato un incremento pari al +16%. Da ricordare infine il forte indebolimento registrato dallo yen dopo l’elezione di Donald Trump alle presidenziali statunitensi che potrebbe fornire ora ulteriore benzina alle esportazioni del Paese nipponico nei prossimi mesi.