Giappone, il caro petrolio non intacca le prospettive di crescita

Inviato da Redazione il Ven, 01/07/2005 - 10:41
Ernst Glazmann, gestore del Julius Baer Japan Stock Fund, punta sui titoli nipponici dell'industria automobilistica e sulle aziende che beneficiano in modo diretto o indiretto di un aumento degli investimenti in beni materiali e delle spese per i consumi

In base agli indici comunemente utilizzati quest'anno la borsa giapponese stenta a decollare.
Delude gli investitori, che speravano in un anno favorevole. Soltanto la categoria delle small caps ha guadagnato ancora parecchio terreno. Nel frattempo la loro valutazione è tuttavia poco più interessante di quella delle large caps e non si riscontrano più sostanziali differenze di crescita. Perché le principali società dell'indice non si muovono sebbene nell'anno finanziario si possa ipotizzare una crescita degli utili del 10% circa, i rendimenti del capitale proprio siano di poco inferiori al 10% in media e gli indici di valutazione (P/E 16x, prezzo/valore di libro 1.5x) appaiano piuttosto interessanti?

Secondo Ernst Glanzmann, gestore del Julius Baer Japan Stock Fund, gli investitori temono che l'aumento del prezzo del petrolio freni sensibilmente la crescita dell'economia mondiale e degli utili societari. Secondo
loro le grandi aziende saranno più colpite delle piccole, che in Giappone beneficiano in gran parte del graduale miglioramento della congiuntura. Inoltre gli investitori hanno evitato le azioni dell'IT in quanto il settore dell'elettronica evidenziava fino a poco tempo fa uno scarso dinamismo a causa della passata sovrapproduzione
di monitor e PC. I settori privilegiati sono dunque la chimica, il commercio all'ingrosso, i carburanti,
i metalli e l'industria mineraria. L'aumento dei costi produttivi ha tuttavia un'influenza negativa sulle azioni, per esempio su quelle della redditizia industria automobilistica. I problemi per Ford e General Motors accentuano inoltre la cautela degli investitori nei confronti di questo settore fondamentalmente interessante in termini di
valutazione. 'Un argomento di attuale rilevanza per gli operatori è l'utilizzo degli utili sempre cospicui (distribuzioni più elevate, nuovi investimenti oppure operazioni di M&A). In realtà la quota di distribuzione è tuttora inferiore al 20%. Di conseguenza vengono attuate strategie, che tra l'altro beneficiano di un aumento delle distribuzioni o delle acquisizioni sottolinea Glanzmann.

Ma quale strategia persegue il Japan Stock Fund della Julius Baer in questo mercato "svogliato", caratterizzato dall'assenza di prospettive positive di molti investitori?
Il money manager alla guida del fondo sostiene che l'attuale situazione del mercato del lavoro rivela che il notevole miglioramento dell'economicità delle aziende accrescerà le riserve di capitale, creando quindi nuovi posti di lavoro e stimolando i consumi. Lo scenario viene continuamente confermato dai dati pubblicati ogni mese. Glanzmann ha confermato che il Japan Stock Fund si concentra dunque sulle aziende che beneficiano in modo diretto o indiretto di un aumento degli investimenti in beni materiali (edilizia inclusa) e delle spese per i consumi. Tra queste si annoverano per esempio Daikin Industries (impianti di climatizzazione), Fanuc (robot industriali), Canon Inc. (tecnica per uffici), Shinko Electric Industries (imballaggio di componenti elettroniche), Hoya Corp. (maschere fotografiche), Daito Trust (amministrazione di immobili) o Aica Kogyo (pareti/pavimenti sintetici).

Un altro elemento importante nel portafoglio del Japan Stock Fund è costituito dall'industria automobilistica,
che illustra bene la scelta strategica del manager: 'investiamo in aziende che conseguono un rendimento del capitale proprio superiore grazie ad un solido bilancio e la cui valutazione è bassa per diversi motivi, ha precisato il gestore. Yamaha Motor (motociclette) è un buon esempio in proposito. Da inizio anno il titolo ha prestato un contributo decisivo alla buona performance del fondo. Nonostante i fattori imponderabili, il fondo mantiene il suo spiccato orientamento verso l'industria automobilistica, concentrandosi tra l'altro sul gruppo Honda, che sta per attuare cambiamenti importanti nella gamma dei veicoli. 'Se le novità avranno successo, la redditività sarà influenzata positivamente e darà consistenza a rendimenti del capitale proprio del 12% per Keihin Corp. e del 15% per Honda Motor. Il basso prodotto della valutazione (P/E x P/B) risp. Di 15.5 e 16.7 offre un margine di sicurezza interessante di fronte ad eventi inattesi, ha concluso Glanzmann. A cura di www.fondionline.it

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