Giappone: la Borsa snobba l'avvertimento del Governo, l'economia è in fase di stagnazione

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 19/10/2010 - 09:47

L'economia giapponese è entrata in fase di stagnazione. Uno stallo dovuto principalmente al rallentamento della crescita di Pechino che ha indebolito la domanda di beni nipponici e, più in generale, le attività finanziarie degli altri Paesi dell'area asiatica. E' quanto emerge dal report mensile pubblicato dal governo di Tokyo, che ha tagliato le prospettive di crescita per la prima volta dal febbraio dello scorso anno. Soltanto un mese fa, le autorità giapponesi continuavano ad affermare che la ripresa era in atto e proseguiva la sua strada.

L'avvertimento del Governo non ha però frenato la Borsa di Tokyo, che ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,43% a 9.539 punti, sostenuta dai titoli del comparto bancario che hanno beneficiato dei profitti oltre le attese di Citigroup e dal rafforzamento del dollaro nei confronti dello yen. Tra gli investitori regna comunque la prudenza in attesa della riunione del Fomc del prossimo 3 novembre, in cui dovrebbe essere svelata l'entità del nuovo piano di stimolo all'economia messo in atto dalla Federal Reserve.

Ma la scena principale è ancora tutta sulla battaglia delle valute. Il ministro delle Finanze giapponesi, Yoshihiko Noda, ha dichiarato che il G20 finanziario, in programma il prossimo fine settimana in Corea del Sud, deve diventare un'opportunità per cercare di stabilizzare i mercati valutari. Stabilizzazione auspicata anche dalla Banca Mondiale, secondo cui l'ingente flusso di capitali verso i Paesi asiatici potrebbe indebolire le esportazioni dell'area e, di conseguenze, la loro crescita economica.

Questa mattina la Banca Mondiale ha però rivisto al rialzo le sue stime di crescita economica per il 2010 per i Paesi dell'Asia Orientale, in scia al rafforzamento nei consumi privati. Le economie dei Paesi sviluppati dell'Asia Orientale mostreranno quest'anno un incremento dell'8,9% contro la precedente stima che indicava +8,7%. Esclusa la Cina, il progresso sarà pari al 6,7% rispetto al precedente +5,5%. Per il prossimo anno, invece, la Banca Mondiale ha tagliato le sue prospettive di crescita al 7,8% dall'8% indicato lo scorso aprile.

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