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Giappone: la Borsa crolla con un tonfo di oltre il 7%, la BoJ spegne le tensioni sui titoli di Stato. Male Piazza Affari

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Crolla la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei, che fino alla seduta di oggi da inizio anno aveva registrato un balzo di oltre 40 punti percentuali, ha mostrato una flessione di oltre 7 punti percentuali chiudendo a 14.483 punti. Eppure nei primi scambi di seduta il Nikkei guadagnava circa il 2% e aveva superato la soglia dei 15.900 punti, raggiungendo i massimi dal 12 dicembre del 2007. La raffica di vendite è partita dopo la pubblicazione dell’indice Pmi cinese di maggio che, secondo le stime preliminari, ha evidenziato il minimo a 7 mesi scendendo a quota 49,6 punti dai 50,4 punti di aprile. Da ricordare che le letture sotto quota 50 punti indicano fasi di contrazione economica, sopra di espansione della congiuntura.

I timori di un rallentamento dell’attività manifatturiera di Pechino hanno mandato in rosso tutte le piazze finanziarie asiatiche: Hong Kong ha ceduto il 2,40%, Seul l’1,2%, Sydney il 2%, Shanghai l’1,1%. Tornando a Tokyo si tratta della perdita peggiore da oltre due anni: il 15 marzo 2011, dopo il devastante tsunami che mise in ginocchio il Giappone, il Nikkei aveva lasciato sul parterre oltre 10 punti percentuali.

La seduta finanziaria nipponica è stata movimentato anche sul fronte obbligazionario, con i tassi sui bond governativi a 10 anni che hanno toccato l’1% per la prima volta dall’aprile 2012. Un rialzo avvenuto nonostante l’aggressivo piano di politica monetaria avviato dalla Bank of Japan ad inizio aprile. E proprio la Banca centrale di Tokyo non è rimasta con le mani in mano varando nella notte una iniezione di liquidità da 2.000 miliardi di yen per spegnere le tensioni sui rendimenti dei titoli di Stato.

Dopo il crollo di Tokyo le vendite sono le protagoniste anche sulle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib, che ieri aveva guadagnato oltre mezzo punto percentuale, questa mattina cede il 2,20% a 17.160 punti. Male anche glia altri indici europei: a Londra il Ftse 100 cede l’1,50% a 6.740 punti, a Francoforte il Dax lascia sul parterre l’1,90% a 8.370 punti, a Parigi il Cac 40 mostra una flessione dell’1,80% a 3.970 punti, a Madrid l’Ibex 35 arretra dell’1,90% a 8.290.