Giappone: aumenta l'IVA ma il Paese è sulla strada giusta

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 01/04/2014 - 18:47

Di seguito pubblichiamo un'analisi a cura di Taku Arai, Product Manager Japanese Equities di Schroders. L'esperto evidenzia come gli ultimi dati macroeconomici appaiono incoraggianti, a conferma del miglioramento di fondo del trend congiunturale dell'economia del Sol Levante. Se oggi è scattato l'aumento dell'IVA, passata dal 5% all'8%, a detta di Arai il Paese nel lungo periodo è sulla giusta strada per quanto riguarda tutte le chiavi strutturali: uscita dalla deflazione, miglioramento del mercato del lavoro e spesa delle imprese.



Gli ultimi dati sull'inflazione e sull'occupazione del Giappone, pubblicati la settimana scorsa, appaiono incoraggianti e forniscono ulteriori prove del trend di miglioramento economico del Paese e dei progressi fatti nel contrastare la deflazione.



Nonostante permangano le preoccupazioni legate al venire meno della debolezza dello yen dello scorso anno e al rallentamento della domanda - proprio per l'aumento dell'IVA entrato in vigore oggi - restiamo positivi sui trend strutturali di lungo termine del Giappone: nello specifico, il percorso di uscita dalla deflazione, il miglioramento del mercato del lavoro e la spesa delle imprese in ripresa.



Un indicatore chiave per misurare il successo del Paese nel raggiungere il target sull'inflazione, cioè l'indice dei prezzi al consumo (CPI) core, è salito dell'1,3% a/a a febbraio. E' ancora più importante notare che l'indice CPI core-core, che esclude dal paniere gli alimenti e l'energia, ha mostrato un aumento dello 0,8%, registrando il tasso di crescita più rapido da un decennio a questa parte. Questa misura, che non include l'impatto derivante dall'incremento dei prezzi del carburante, è stata spesso considerata un segnale importante sulla capacità della Bank of Japan (BoJ) di centrare l'obiettivo del 2% per l'inflazione.



Nel frattempo, dai dati sul mercato del lavoro emerge che il tasso di disoccupazione giapponese a febbraio è sceso ai minimi da 6 anni, al 3,6%. Il miglioramento del mercato occupazionale dovrebbe dare un sostegno positivo al rialzo dei salari, che ci aspettiamo a sua volta supporterà il quadro inflativo del Giappone.



La pubblicazione di questi dati è arrivata pochi giorni prima del rialzo dell'IVA, in vigore dal 1° aprile, che porterà a un aumento della tassa sulle vendite dall'attuale 5% all'8%. Sebbene questo evento abbia catturato l'attenzione dei media e abbia causato un sell-off sul mercato azionario, a causa dei timori legati all'impatto sui profitti delle aziende nel trimestre Aprile-Giugno, riteniamo che proprio queste paure siano già state prezzate dai mercati, in una certa misura. I consumi probabilmente rallenteranno nel secondo trimestre, ma secondo noi sarà un calo di breve termine: la reazione dei mercati potrebbe dunque essere stata esagerata. I trend di lungo termine strutturali del Giappone, cioè il percorso di uscita dalla deflazione, il miglioramento del mercato del lavoro e la spesa delle imprese in ripresa sono ancora tutti sulla strada giusta.



Alla luce di queste considerazioni, ci aspettiamo che in generale i profitti societari resteranno solidi, nonostante l'iniziale frenata che seguirà all'aumento dell'IVA, che potrebbe durare uno o due trimestri. Secondo noi, i profitti full-year continueranno a crescere.



L'indice TOPIX scambia attorno a un rapporto prezzi/utili pari a circa 13 volte gli utili full-year del 2014 e appare relativamente economico sia da una prospettiva storica sia globale. Inoltre, la BoJ probabilmente entrerà in azione se dovessero essere pubblicati dati economici inferiori alle attese o se le previsioni di un'inflazione al 2% dovessero essere messe in pericolo.



A ciò va aggiunto che ci potrebbero essere ulteriori novità positive sulla strategia di crescita del primo ministro Abe, per esempio legate alle discussioni sulla free trade zone e sulla riforma della fiscalità per le imprese.



Per quanto riguarda il nostro approccio, restiamo concentrati su idee specifiche sui singoli titoli basate sui fondamentali e continuiamo a essere ben posizionati per sfruttare qualsiasi accelerazione della ripresa degli utili societari e qualsiasi sviluppo positivo dell'economia nipponica.
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