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Il Giappone affascina ancora i gestori italiani

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E’ sempre quello giapponese il mercato azionario preferito dai gestori per i prossimi mesi. A confermarlo è il primo sondaggio Morningstar del 2007 condotto su un campione comprendente 23 delle principali società di gestione operanti in Italia. Rotta verso Tokyo dunque, e cauto ottimismo anche sulle piazze di Europa e Stati Uniti, viste come prossime vittime di un aumento della volatilità. Quasi l’83% degli intervistati è convinto che il listino giapponese salirà nei prossimi sei mesi, contro circa il 70% positivo sull’Europa e il 65% che prevede un rialzo di Wall Street.
Dopo un deludente 2006, in cui il Nikkei è stato il peggiore tra gli indici di mercato dei paesi sviluppati, gli ottimisti sul listino nipponico sono tornati a crescere (erano il 66,6% in dicembre), mentre i pessimisti si sono dimezzati. Merito, a giudizio dei gestori, dei primi segnali della tanto attesa ripresa dei consumi, delle valutazioni relativamente più attraenti rispetto a quelle di altri mercati e di bassi tassi di interesse che dovrebbero sostenere la crescita degli utili. Molto però dipenderà dall’andamento dell’economia negli Stati Uniti, da cui dipendono fortemente le esportazioni giapponesi.


Pochi gestori credono comunque a una recessione negli Stati Uniti. Al contrario molti pensano che la crescita sorprenderà in positivo e che la fase di rallentamento sia in esaurimento. Rispetto a dicembre sono cresciuti così anche gli ottimisti su Wall Street (erano il 53%), mentre i pessimisti sono leggermente scesi.
Allo stesso modo per l’Europa le previsioni dipingono un proseguimento della fase espansiva. Il 70% degli intervistati è convinto che le Borse del Vecchio continente continueranno a crescere, ma, analogamente a quanto dovrebbe avvenire a Wall Street, dovrebbe aumentare la volatilità. I gestori temono poi che l’aumento dell’Iva in Germania e i provvedimenti fiscali restrittivi in altri Paesi possano determinare un temporaneo rallentamento della congiuntura.

Sul fronte tassi d’interesse, sono diminuite le attese di un taglio da parte della Federal Reserve almeno per la prima parte dell’anno, mentre secondo la maggior parte dei fund manager la Banca centrale europea dovrebbe proseguire nel rialzo fino a un massimo del 4%.
Con riferimento al mercato valutario, è scesa al 41%, rispetto al 56% di dicembre, la percentuale dei gestori che prevedono una stabilizzazione del rapporto tra euro e dollaro attorno agli attuali livelli, mentre è salito di circa 15 punti il numero di coloro che stimano un apprezzamento della moneta unica. Secondo alcuni gestori restano d’attualità i problemi strutturali che affliggono la divisa americana; secondo altri, quest’ultima è eccessivamente sottovalutata e potrebbe recuperare, grazie a uno scenario economico migliore rispetto alle attese.


Nel sondaggio di Morningstar c’è spazio anche per il reddito fisso: circa il 56% dei gestori prevede una stabilizzazione dei prezzi delle obbligazioni americane nei prossimi sei mesi e quasi un fund manager su due stima un trend analogo in Europa. Un altro 34% ritiene che le quotazioni scenderanno in entrambe le aree.