Ghizzoni abbozza il primo identikit del sostituto di Ermotti, rush finale per Pioneer

Inviato da Micaela Osella il Lun, 24/01/2011 - 16:48

L'identik ancora non c'è. Ma sarà uno straniero, nel senso di un esterno. A Piazza Cordusio si sparigliano le carte. Dopo aver riscritto la governance della prima linea nella banca, dopo l'uscita di scena di Alessandro Profumo, all'insegna della continuità, per il dopo Ermotti alla guida della divisione Cib arriverà un esterno. "Unicredit è al termine del processo per l'individuazione del candidato destinato a succedere a Sergio Ermotti, il manager in uscita alla guida dell'investment banking". Lo ha annunciato l'amministratore delegato, Federico Ghizzoni, a margine di un convegno a Milano.

"Dobbiamo decidere all'interno di una short list e spero che la decisione ci sia a breve", ha aggiunto sibillino l'ad di Piazza Cordusio. I candidati, si è limitato ad aggiungere il banchiere, sono tutti di alto livello. "Dobbiamo solo arrivare alla decisione finale - ha proseguito, giocando in difesa nel dire: "non ho mai dato una scadenza perchè per trovare un professionista di alto livello che si sposta da una organizzazione ad un'altra due mesi è un periodo molto breve, dato che abbiamo iniziato lo scorso novembre".

Quella del banchiere di Lugano che da aprile siederà in Ubs come presidente e a.d dell'area Emea, è una delle caselle - di importanza strategica - rimaste vacanti dopo la ridefinizione, negli ultimi mesi, degli assetti di vertice e, a cascata, di alcuni ruoli chiave all'interno del gruppo. In più di un'occasione, è stato lo stesso Ghizzoni, a ricordare che l'istituto è alla ricerca, per la divisione di una personalità di rilievo. Tra gli analisti c'è chi ha gridato allo scandalo, dicendo che la lentezza delle decisioni sulla sostituzione di Ermotti è piuttosto sorprendente e da valutare negativamente. Ma adesso i tempi per una scelta potrebbero essere maturi.

È presumibile poi che nelle prossime riunioni si inizi a fare il punto anche sul piano industriale che verrà presentato per l'estate e le cui linee guida hanno però già avuto il via libera nell'ultimo consiglio di amministrazione del 2010. In attesa che venga riempita la casella del Cib, l'attenzione del mercato si concentra sul dossier Pioneer, che dovrebbe essere al rush finale. Tre gruppi sarebbero stati ammessi alla due diligence della società di gestione del risparmio del gruppo. Secondo indiscrezioni di stampa si tratta dell'inglese Resolution e delle francesi Amundi, la joint venture tra Credit Agricole e SocGen, e Natixis.

Su Pioneer pesa però l'incognita dell'azione legale avviata da Irving Picard, il liquidatore del gruppo Madoff, che ha chiesto a Unicredit e alla sua controllata 19,4 miliardi di dollari di risarcimento in relazione ad eventuali responsabilità nella truffa ordita dall'ex presidente del Nasdaq. Secondo Picard, Unicredit e Pioneer avrebbero avuto un ruolo nel sistema Medici, l'organizzazione manovrata da Sonja Kohn, banchiera austriaca e fondatrice di Bank Medici, per alimentare lo schema Ponzi creato da Madoff.

Luca Comi di Centrosim prevede che la valutazione di Pioneer dipenderà in misura rilevante dai distribution agreement incorporati nel contratto di cessione/partnership. "Sul mercato - segnala l'esperto che su Unicredit ribadisce sell con target di 1,70 euro - circolano ipotesi di una valorizzazione complessiva nel range 3-3,5 miliardi, con un goodwill sulle masse gestite nell'intorno dell'1,7-1,8%". In attesa che la nebbia in Piazza Cordusio si alzi davvero, il titolo della banca guadagna l'1,42% a 1,86 euro.

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