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Gestori: prove di resistenza per le Borse (Morningstar)

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Dopo i massimi registrati di recente il rally delle Borse proseguirà? Questo l’interrogativo che i gestori, interpellati da Morningstar nel consueto sondaggio mensile tra le principali società di gestione e intermediazione che operano in Italia, si pongono senza trovare una risposta univoca. La tentazione di prendere profitto è forte e, allo stesso tempo, si cercano conferme su vari fronti, politici ed economici.
 
In Italia Piazza Affari deve fare i conti con l’incerto quadro politico post elezioni. Secondo i money manager la situazione di stallo potrebbe avere la meglio nel breve, provocando un’elevata volatilità. “Le maggiori preoccupazioni riguardano il settore bancario, che è anche il più rappresentato nell’indice Ftse Mib, perché è il più influenzato dall’andamento del differenziale (spread) tra i titoli di stato italiani e tedeschi” si legge nel documento. Per queste ragioni, la metà degli intervistati non si aspetta grandi variazioni dei listini rispetto ai livelli attuali. E se in Italia è l’incertezza politica a dominare, in Europa gli investitori sono invece focalizzati sulla situazione macroeconomica e si attendono segnali di miglioramento, prima ancora che di crescita. Per i prossimi sei mesi, il 64,3% dei gestori interpellati da Morningstar prevede un rialzo, seppure tra molta volatilità.
 
Quanto agli Stati Uniti gestori sono convinti che Wall Street sia sostenuta soprattutto dalla politica ultra-espansiva della Federal Reserve. Inoltre, l’economia dà segnali positivi, in particolare sul fronte immobiliare e dell’occupazione. La fiducia sta tornando sul mercato azionario, come mostra il calo della volatilità. Oltreoceano resta tuttavia l’incognita fiscale. Per il 71,4% degli intervistati Wall Street si apprezzerà nei prossimi sei mesi, contro il 7,2% di pessimisti.