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Germania: sanzioni contro Mosca ridurranno il Pil 2014 dello 0,9%. Intanto Putin va a Sebastopoli

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L’inasprimento delle sanzioni contro la Russia è destinato a penalizzare pesantemente l’economia tedesca. Lo riporta il settimanale Stern che cita uno studio riservato elaborato dalla Commissione europea. Secondo il report, maggiori sanzioni verso Mosca quest’anno potrebbero ridurre la crescita del Prodotto interno lordo della prima economia europea, attualmente stimata al +1,6%, dello 0,9%. L’anno prossimo l’incremento del Pil dal +2% potrebbe scendere all’1,7%.

Mosca rappresenta il secondo esportatore globale di petrolio e il primo di gas naturale e nello scenario peggiore il blocco delle importazioni di prodotti energetici russi provocherebbe un balzo dei prezzi delle commodity. La Germania è particolarmente legata alla Russia da questo punto di vista alla luce del fatto che il 46% del gas e il 37% del greggio che consuma arriva paese dei cosacchi (che rappresenta anche un importante fornitore di risorse di base come il rame).

Sanzioni più lievi, come il blocco dell’importazione di prodotti di lusso o il divieto di uscita dal Paese per funzionari e uomini d’affari, dovrebbero, sempre secondo il resoconto citato dal settimanale tedesco, ridurre la crescita della locomotiva europea dello 0,1% sia nel 2014 che nel 2015.

Putin a Sebastopoli
A quasi due mesi dal referendum con cui è stata votata in massa l’annessione alla Federazione russa, Putin si è recato a Sebastopoli, in Crimea, rimarcando che il 2014 “passerà alla storia come l’anno in cui la gente che vive qui ha fermamente deciso di stare con la Russia”. La visita ha immediatamente fatto scattare le reazioni della comunità internazionale: per Kiev si tratta di una “palese violazione” della sua sovranità, la Casa Bianca evidenzia che la mossa non farà che “esacerbare le tensioni” e l’Unione europea si è detta “rammaricata”.

“Fai un passo indietro dal baratro e tieni fede ai tuoi impegni internazionali”, è il monito lanciato a Putin dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen. Intanto i ribelli filorussi dell’est dell’Ucraina hanno confermato che domenica si terrà il referendum sull’indipendenza da Kiev.