Germania, rimpatriata metà riserva oro con tre anni di anticipo. Cosa bolle in pentola?

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Il governo tedesco forse sa qualcosa che ad altri sfugge. La Germania ha infatti rimpatriato metà delle riserve di oro custodite all’estero con largo anticipo. Tre anni prima dei tempi stabiliti, 583 tonnellate di lingotti sono stati rimossi dai forzieri della Federal Reserve di New York e da Parigi per rientrare in suolo tedesco.

L’agenzia di stampa britannica Reuters ha ipotizzato che 583 tonnellate di oro, unite alle reserve già fatte rientare dentro le mura domestiche, possano fare comodo nel caso in cui il Paese decida di introdurre un nuovo marco come risultato di un eventuale collasso dell’Eurozona.

Le reserve auree della Germania vennero depositate all’estero al culmine della Guerra Fredda, con lo scopo di proteggere dalle grinfie della Russia. La quantità stimata di oltre 3 mila tonnellate vale 120 miliardi di euro, un patrimonio diventato il simbolo della forza e della solidità dell’economia tedesca.

Come conseguenza delle ultime operazioni di rimpatrio, metà di quella somma si troverà a Francoforte entro la fine del 2017, dunque tre anni prima della scadenza prestabilita. Berlino aveva previsto di rimpatriare metà delle sue reserve totali custode in terra straniera entro il 2020.

I circa 60 miliardi di lingotti d’oro potrebbero tornare utili a Berlino come garanzia di una nuova moneta, emessa in caso estremo di fallimento del progetto della divisa unica europea. Non va dimenticato che quello che è appena iniziato è un anno pieno di incertezze per il future dell’Unione Europea e dell’euro.

L’area è sottoposta a una serie di minacce esterne, come il terrorismo, la crisi dei migranti, l’ondata populista euroscettica, la Guerra valutaria con Stati Uniti e Cina, nonché da crisi interne come quella del debito sovrano greco e del settore bancario italiano. Il tutto mentre l’Unione Europea sta perdendo uno dei suoi paesi economicamente e geopoliticamente piu’ forti, il Regno Unito.

Stando alla versione ufficiale della Bundesbank, il piano di rimpatrio dell’oro ha l’obiettivo di riportare fiducia sul piano domestico. Di certo non accusare la banca centrale di peccare di mancanza di trasparenza. Due anni fa ha pubblicato persino un elenco dettagliato di 2.300 pagine sui lingotti d’oro in suo possesso, con tanto di numero dei lingotti, codice di inventario, peso e grado di finezza.