Germania non delude: indice Ifo sulla fiducia balza sui massimi da 16 mesi, superate le attese

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La fiducia delle imprese tedesche migliora per il quarto mese consecutivo, attestandosi sui livelli massimi da sedici mesi. E’ una conferma del trend positivo dell’economia tedesca ma anche dell’intera aerea euro, il maggior partner commerciale della Germania. L’indice business climate, calcolato dall’istituto Ifo su 7.000 imprenditori tedeschi, si è attestato ad agosto a 107,5 punti, dai 106,2 del mese precedente. Gli analisti si aspettavano un miglioramento più lieve a 107 punti. 
Si tratta del quarto aumento consecutivo e il livello più alto dall’aprile 2012. Anche le componenti sulle condizioni correnti e sulle aspettative sono salite superando le attese, rispettivamente a 112 punti e a 103,3 punti. Dall’indice Ifo, indicatore dello sviluppo economico, si possono vedere i primi segnali di stabilizzazione dell’attività produttiva. E dunque una conferma dei buoni segnali giunti finora dall’economia tedesca, ma anche dell’Eurozona in generale, che rappresenta il maggior partner commerciale della Germania. 
La scorsa settimana la Germania ha sorpreso con un Pmi manifatturiero salito ad agosto a 52 punti, confermandosi la locomotiva d’Europa. Oltre le attese e sopra la soglia dei 50 punti anche il Pmi manifatturiero dell’area euro (pari a 51,3 punti). Ancora prima aveva sorpreso positivamente il Pil tedesco, cresciuto dello 0,7% nel secondo trimestre, che ha aiutato l’intera aerea euro a uscire da sei trimetri consecutivi di contrazione dell’economia. 
Altre buone notizie – commenta Carsten Brzeski, di Ing – L’economia tedesca continua a surfare sulle onde dell’ottimismo. L’indice Ifo di oggi si inserisce perfettamente nella serie dei recenti dati macro positivi e incoraggianti”. La rilevazione Ifo offre “ulteriori segnali che i timori di un forte rallentamento nella seconda metà dell’anno sono stati esagerati”. La Banca centrale europea infatti prevede una graduale ripresa nella seconda parte dell’anno, con rischi al ribasso per la crescita.
E se queste indicazioni rassicurano confermando i segnali di ripresa in Germania e non solo, ora l’attenzione si sposterà alle prossime elezioni tedesche, in agenda il 22 settembre. Gli ultimi sondaggi mostrano che il risultato delle elezioni è ancora tutt’altro che certo. In realtà, potrebbe diventare una gara testa a testa tra l’attuale coalizione (Cdu di Angela Merkel e il suo partner di coalizione liberale) e i due principali partiti di opposizione (i socialdemocratici guidati da Peer Steinbrück e il partito dei Verdi). Secondo gli ultimi sondaggi, la coalizione di Merkel gode di un vantaggio di circa 5 punti percentuali, ma non ha abbastanza voti per formare il prossimo governo. 
Un altro appuntamento che rivestirà maggiore importanza alla luce di queste incoraggianti indicazioni provenienti dal fronte macro sarà la riunione della Bce, in programma il prossimo 5 settembre. Tra i membri sembra essere emersa qualche divergenza sull’ipotesi di un eventuale taglio dei tassi: dopo l’esclusione di tale possibilità da parte di Wald Nowotny, presidente della banca centrale d’Austria, sono invece arrivate dichiarazioni in senso opposto da parte di Demetriades, governatore della banca centrale cipriota. Anche Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank, ha escluso che i tassi di interesse stabiliti dalla Bce resteranno bassi per anni.
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