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Germania locomotiva d’Europa, Italia ultimo vagone

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La Germania si è confermata locomotiva del Vecchio continente nel primo trimestre del 2007, marcando le distanze con le altre principali economie della zona euro, mentre l’Italia si conferma ultimo vagone del treno europeo. Lo hanno certificato in mattinata i dati sulle stime preliminari per il pil nei primi tre mesi dell’anno.


La crescita tedesca si è attestata al 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato mentre il confronto con l’ultimo trimestre del 2006 ha messo in luce un incremento dello 0,5% contro previsioni rispettivamente al 3,1% e allo 0,3%. La Germania continua dunque a marciare a pieno ritmo e non sembra avere subito effetti degni di nota dall’aumento dell’Iva (3 punti percentuali) introdotta a inizio anno. L’effetto di riduzione dei consumi è stato più che compensato dalla continua crescita degli investimenti.

In aumento anche il risultato della Francia. Il pil del Paese transalpino è salito, nei primi tre mesi dell’anno, dello 0,5% rispetto al trimestre precedente ma in questo caso le attese degli analisti di mercato erano più elevate, allo 0,7%. Su base annua la crescita si è attestata al 2%, inferiore alle stime (2,5%).


Qualche segno di debolezza anche per il Belpaese. Nel primo trimestre 2007 il pil italiano è salito dello 0,2% rispetto agli ultimi tre mesi del 2006, centrando le previsioni degli analisti ma evidenziando un rallentamento rispetto al +1,1% della precedente rilevazione, giudicata eccezionale dagli analisti di mercato. Su base annua il pil italiano è cresciuto del 2,3% leggermente più delle attese (+2,2%) marcando ancora una volta un rallentamento rispetto al sorprendente +2,8% di tre mesi fa. Proprio per tale motivo gli analisti non appaiono più di tanto preoccupati e si spingono a indicare una nuova accelerazione nel trimestre in corso. Secondo l’Istat la spinta alla crescita dell’Italia è arrivata soprattutto da agricoltura e servizi mentre l’industria ha frenato nel primo trimestre dell’anno.
Nel confronto con gli altri Paesi del Vecchio continente l’Italia rimane in coda a livello congiunturale, superata oltrechè da Germania e Francia anche da Belgio e Paesi Bassi (+0,6%), Spagna (+1,%), Portogallo e Austria (+0,8%) e Gran Bretagna (+0,7%). Solo leggermente più favorevole il confronto tendenziale dove lo Stivale fa meglio della Francia (+2%) ma rimane attardato rispetto a Germania (+3,6%), Spagna (+4%), Austria (+3,2%), Belgio (+2,8%), Paesi Bassi (+2,5%) e Regno Unito (+2,8%).


A livello aggregato – commenta Luca Mezzomo di Intesa Sanpaolo – si ha un dato pari allo 0,5%, spinto da una parte dalla Germania ma compensato dalla crescita più lenta della Francia mentre nel secondo trimestre ci si attende una crescita stabile con un dato pari allo 0,5-0,6%” senza che si siano evidenziate indicazioni di rallentamento. Le stime dell’Unione europea confermano questa indicazione segnalando un aumento del pil dello 0,6% congiunturale nel primo trimestre dell’anno contro lo 0,5% del consensus e in frenata rispetto allo 0,9% dell’ultimo trimestre 2006.