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Germania: Ifo tocca nuovo record a febbraio, indicazioni positive anche dall’indice Pmi

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Nuove vette per l’indice Ifo tedesco. Per l’economia tedesca indicazioni positive arrivano anche dalla prima lettura flash dell’indice Pmi di febbraio. L’indice tedesco Ifo sul clima degli affari a febbraio si è attestato a 111,2 punti dopo i 110,3 punti della precedente rilevazione. Le stime degli analisti erano ferme a 110,3 punti.


L’indice Ifo che ha raggiunto i nuovi massimi storici nella seconda rilevazione del 2011. Oltre le attese anche l’indice Ifo sulle aspettative che a gennaio si è attestato a quota 107,9 punti. Il consensus era 107,5 punti. L’indice Ifo è un’indagine condotta tra le principali aziende sulla situazione attuale dell’economia e le aspettative che hanno per il futuro.

L’istituto Ifo, che ha base a Monaco di Baviera, ha rimarcato come a trainare la fiducia è ancora il positivo andamento dell’export trainato dalla domanda proveniente dall’Asia, in particolare dalla Cina. Fattore che ha contribuito a far scendere la disoccupazione. In tal senso, rimarca la nota dell’Ifo, risultano in aumento i piani delle aziende tedesche per aumentare il personale. 

 

Oggi è uscito anche l’indice Pmi (Purchasing Managers Index) relativo il settore manifatturiero tedesco a febbraio. la lettura preliminare ha evidenziato un rialzo a 62,6 punti. Il consenso era a 60,3 punti.

La Germania ha archiviato il 2010 con una crescita record. Il progresso del pil è stato del 3,6 per cento dopo il pesante -4,7% del 2009.  Il 24 febbraio è attesa la lettura finale del pil 2010. A sospingere l’economia teutonica la forte ripresa delle esportazioni che ha inoltre contribuito a stimolare i consumi interni e il mercato del lavoro. Per quest’anno è previsto il ritorno del pil tedesco ai livelli pre-crisi. Il governo tedesco ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica e per quest’anno il Pil è visto salire del 2,3 per cento rispetto al più 1,8 stimato in precedenza. Berlino si attende inoltre che il deficit pubblico tedesco dovrebbe scendere sotto ai parametri di Maastricht in anticipo rispetto ai programmi.

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