1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Germania: l’economia condiziona il voto tedesco

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Poche sono state le campagne elettorali condizionate da un’attenzione così elevata per i temi dell’economia come quella che si sta per chiudere in questi giorni in Germania. Il prossimo 18 settembre i cittadini tedeschi saranno chiamati a votare con la speranza di – indipendentemente dal vincitore – assistere ad una nuova accelerazione del motore d’Europa in tempi brevi. Le alternative sono due: o dare un seguito all’avventura politica della cancelleria pilotata dal social- democratico Gherard Schroder, o puntare su una svolta che si materializzerà con l’arrivo al potere di Angela Merkel (democristiana, candidata della coalizione dei conservatori). Continuità permeata da qualche cambiamento o inversione radicale della rotta?

Per capire perché l’economia sta condizionando in misura elevata il risultato elettorale tedesco, è sufficiente dare una rapida occhiata ad un dato: il tasso di disoccupazione della prima economia europea è pari all11,4% della popolazione attiva, una percentuale che si traduce in 4.728.000 persone. Quali sono le proposte formulate dai due contendenti per far fronte alla fase di stanca che sta vivendo l’economia nazionale? Gerhard Schroder, 61 anni, si presenta con la sua agenda 2010 sotto il braccio. L’insieme di riforme socio- economiche proposte negli ultimi trimestri, sono state rifiutate dalla maggior parte dei tedeschi ( terrorizzati dalla prospettiva di dover fare i conti anche con una perdita dei benefici apportati dal welfare state). Il cancelliere uscente ha deciso di andare alle urne per capire se i cittadini vogliono appoggiarlo nella realizzazione dei progetti contenuti nell’agenda 2010.

Dal canto suo, Angela Merkel desidera che queste riforme siano ancora più numerose ed incisive rispetto a quelle proposte da Schroder. L’ideatore delle misure proposte dalla candidata della CDU risponde al nome di Paul Kirchhof, un giudice del Tribunale Costituzionale tedesco e cattedratico di Diritto presso l’Università di Heidelberg, che è disposto ad apportare sensibili aggiustamenti ai disastrati conti pubblici tedeschi nel caso in cui la Merkel dovesse vincere. La Merkel ha promesso a Kirchhof la poltrona di Ministro delle finanze nella compagine di governo che sarà eventualmente chiamata a costituire.

Kirchhof ha proposto sia l’adozione di un’imposta unica sui redditi pari al 25%, sia la tassazione dei compensi extra che vengono incassati da alcune categorie di lavoratori ( vigili del fuoco, poliziotti, infermieri) per i servizi svolti durante le ore notturne o nei giorni festivi. Inoltre, l’agenda democristiana prevede la sospensione delle deduzioni fiscali concesse in caso di delocalizzazione del posto di lavoro, la riforma dell’assicurazione sanitaria, l’incremento dell’Iva di due punti percentuali (dal 16% al 18%), l’introduzione di tasse di immatricolazione per gli studenti, facilitazioni nelle procedure di licenziamento e, contemporaneamente, una graduale riduzione del peso fiscale. La Merkel riconosce che tale strategia comporterebbe un ulteriore crescita del deficit tedesco nel primo anno di governo ( e un mancato rispetto dei limiti stabiliti dal Patto di stabilità).

Schroder non contrattacca con molte idee nuove, ma tende a mantenere fede ai contenuti di Agenda 2010. Il cancelliere federale fissa la sua attenzione sulla famiglia e promette di pagare i tre quarti dello stipendio al padre o alla madre che decida di rimanere a casa il primo anno successivo alla nascita di un figlio. Schroder ha promesso agli studenti di non voler applicare nessun tipo di imposta alle nuove immatricolazioni scolastiche e universitarie. Per quel che concerne le imposte sui redditi, la coalizione rosso- verde ha portato dal 25% al 19% l’aliquota minima e ha ridotto dal 53% al 42% quella massima. Nel suo nuovo programma, Schroder prevede che l’aliquota massima crescerà dal 42% al 45% per i single che guadagnano più di 250.000 euro annui e per i nuclei familiari con un reddito annuo superiore ai 500.000 euro. A cura di www.fondionline.it