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Germania: boom euroscettici Afd potrebbe irrigidire la Merkel, S&P teme minor sostegno ad azione Bce

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Il boom degli euroscettici anche in Germania rischia di rendere più rigido l’approccio in Europa della Merkel. Dopo il successo degli euroscettici nelle elezioni tenute il 14 settembre nelle regioni di Brandeburgo e Turingia del partito Alternativa per la Germania (AFD), il principale partito euroscettico tedesco, gli esperti di Standard & Poor ritengono che potrebbe palesarsi un cambio di rotta dell’atteggiamento politico da parte di Angela Merkel per riconquistare i consensi persi. 

Nel report odierno intitolato “The Surge Of The German Eurosceptic Party AfD Could Complicate Eurozone Policies”, S&P vede all’orizzonte un nuovo inasprimento della posizione ufficiale del governo tedesco alla crisi economica che caratterizza l’eurozona. 
I sondaggi indicano il supporto per il partito AfD tra gli elettori tedeschi salito al 7%, dal 4,7% nelle elezioni generali settembre 2013. Il superamento della soglia del 5% permetterebbe agli euroscettici tedeschi di avere una rappresentanza parlamentare. Il programma dell’Afd è di sciogliere l’euro e tornare alle monete nazionali riportando agli Stati nazionali le competenze attualmente in mano a Bruxelles. 

Afd raggiunge consensi a doppia cifra
Due domeniche fa l’Afd ha ottenuto il 12,2% dei consensi nella regione di Brandeburgo e il 10,6% in Turingia con l’Unione cristiano democratica di centro-destra (CDU) della merkel e il Partito della Sinistra (Die Linke) che hanno perso consensi rispetto alle precedenti tornate elettorali. 

“Fino ad ora – si legge nel report di S&P – la mancanza di qualsiasi pronunciata opposizione interna ha permesso al governo di portare avanti accordi politici di compromesso nella gestione delle crisi della zona euro anche se alcuni degli accordi europei non hanno beneficiato dello stesso ampio sostegno del tedesco elettorato. Ora la CDU del Cancelliere Angela Merkel, tuttavia, deve tentare di riconquistare gli elettori persi a vantaggio di tale movimento populista”. Si riducono quindi gli spazi per compromessi multilaterali con possibili ripercussioni sulla fiducia degli investitori circa la solidità del sostegno di Berlino all’attuale struttura di supporto finanziario per l’eurozona. 
Berlino potrebbe mettersi di traverso contro ulteriori misure Bce 
In particolare S&P cita il rischio che riemergano posizioni critiche da parte del governo tedesco a ulteriori misure monetarie non convenzionali da parte della Banca centrale europea. “La contrarietà della Germania potrebbe diventare più pronunciata minando potenzialmente l’effetto di rafforzamento della fiducia circa l’efficacia di tali misure”, sottolinea S&P che vede possibili ripercussioni a livello di merito di credito dei Paesi a dell’area dell’euro a basso rating.