Germania batte l'euro dal 1999 ad oggi. Allianz lo certifica, per DWS nel 2010 arriva la rivincita

Inviato da Micaela Osella il Mar, 18/01/2011 - 15:05

Sotto le raffiche della bufera del debito sovrano trema l'euro. E' la Germania che continua a puntare i piedi proponendo la sua soluzione a fare da ago della bilancia nella crisi che ha già travolto Irlanda e Grecia e rischia di allargarsi alla Periferia d'Europa. Per salvaguardare davvero la stabilità finanziaria dell'eurozona, la vera soluzione è quella di aumentare il coordinamento politico ed economico tra i paesi Ue e rafforzare il Patto di stabilità e crescita. È questa la posizione Made in Germany, ribadita anche oggi dal ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble al suo arrivo a Bruxelles in occasione della riunione dell'Ecofin. "Si deve migliorare il coordinamento politico ed economico per rilanciare la competitività in tutti gli stati membri" e "abbiamo bisogno di migliorare anche il Patto di stabilità", ha affermato Schaeuble, contrario all'aumento immediato delle capacità di finanziamento del fondo salva stati dell'Eurozona, che metterebbero in salvo Spagna e Portogallo, qualora dovessero chiedere aiuto.

I leader Ue si sono, infatti, impegnati ad approvare la riforma della governance macroeconomica europea entro l'estate e stanno ora lavorando sulle proposte in materia avanzate dalla Commissione europea, mentre è appena stato avviato il primo semestre europeo di coordinamento dei bilanci e della crescita, di cui discuteranno ancora oggi i ministri delle finanze Ue. "Una delle lezioni da trarre dopo l'ultimo anno è che noi dobbiamo rendere più efficace il Patto di stabilità", ha insistito Schauble, parlando a Bruxelles, dove ha annunciato l'intenzione di Berlino di "proporre un pacchetto completo di misure per rafforzare il coordinamento economico e stimolare la competitività in tutti i Paesi.

Quanto basta per far risalire un po' la china all'euro. La moneta unica si muove in rialzo sul dollaro e sullo yen: secondo le rilevazioni della Bce, viene scambiata oggi a 1,3371 dollari contro 1,3311 dollari ieri e a 110,29 yen contro 109,91 yen in precedenza. L'euro, inoltre, vale oggi 0,83565 sterline contro 0,8361 sterline ieri. Che la Germania abbia più voce in capitolo nel Club di Eurolandia su come affrontare la crisi, è cosa nota ai più. Meno noto è invece che Berlino ha sempre "vinto" sull'euro. Rispetto al primo gennaio 1999 quando esordì sulla scena europea, la valuta comune dell'Eurozona ha perso il 22% in valore e un euro oggi ha un potere di acquisto nella media dell'area di poco superiore a 78 centesimi, segnala il quotidiano tedesco Bild, facendo riferimento ai calcoli fatti in esclusiva da Allianz. Per la Germania la perdita è però minore rispetto agli altri Paesi partner con poco più di 82 centesimi su un euro contro poco meno di 81 centesimi in Francia, 76 centesimi in Italia (-24%) e quasi 71 centesimi in Spagna.

"Anche se l'euro è in crisi a causa del problema del debito sovrano in Europa - spiega Michael Heise, capo-economista di Allianz - non bisogna dimenticare che la valuta comune ha portato prezzi stabili. La perdita di potere di acquisto della moneta in Germania è stata in media dell'1,5% annuo dall'introduzione dell'euro contro -2,6% ai tempi del marco". Il tutto nasce dalle preoccupazioni sull'andamento dell'inflazione, che nel mese di dicembre è salita nell'Eurozona al 2,2%, nuovo massimo da ue anni. Spostandoci dall'altra parte dell'Atlantico per il dollaro la svalutazione dal 1999 in poi è pari al 25%, sempre secondo i calcoli di Allianz, e il suo valore in termini di potere di acquisto è pari a 75 centesimi. Chi vince è invece il franco svizzero che ha perso solo l'11% durante lo stesso periodo. Il quotidiano cita anche dichiarazioni del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, secondo il quale "l'euro ha portato prezzi stabili con un livello di inflazione che negli ultimi 12 anni è più stabile rispetto a quanto registrato nella Repubblica federale tedesca nei precedenti cinquant'anni".

Dopo un anno campale come il 2011, sono grandi le attese che alcuni gestori nutrono nei confronti della moneta unica. Lo pensa così anche Asoka Wöhrmann, alla guida del team di investimenti di DWS, che auspica nuovi strumenti per affrontare il debito degli Stati, al fine di sanzionare elevati livelli di passività attraverso alti tassi di interesse. "I politici dovranno assicurare soluzioni complete che includano sistemi e processi per risolvere i problemi di rifinanziamento affrontati da alcuni Paesi membri della zona Euro. Nel passato, la visione prevalente implicava che le difficoltà dei singoli Paesi fossero affrontate con una logica caso per caso", osserva l'esperto. "Gli investitori hanno dovuto imparare che le regole sono cambiate e che, semplicemente, dietro ogni candidato debole se ne nasconde un altro che aspetta nell'ombra".

Wöhrmann divide il mondo del Forex tra i Paesi con valuta sana e quelli con valuta debole: "i primi vengono principalmente individuati nei Paesi emergenti, o nei Paesi fornitori di materie prime, come le economie di Australia e Canada", afferma. "Qui, infatti, alti tassi di crescita, bassi livelli di debito e tassi di interesse attraenti sostengono un flusso di capitale costante e il conseguente apprezzamento della moneta". Operativamente cosa fare? Delle valute G3, dollaro, euro e yen, il suggerimento di Wöhrmann è quello di preferire l'euro.

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