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Germania: balzo degli ordini industriali, ma Bundesbank vede un 2015 con crescita al lumicino

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Segnali di miglioramento dalla congiuntura tedesca con il degli ordini industriali a ottobre nello stesso giorno in cui la Bundesbank diffonde le nuove stime di crescita che vedono il prossimo anno il Pil crescere a un ritmo più che dimezzato rispetto a quanto stimato sei mesi fa. 
A ottobre la crescita mensile degli ordini industriali è stata pari al 2,5%; una lettura superiore al dato precedente (+1,1%) e ampiamente meglio delle attese degli analisti ferme al +0,5%. Su base annualizzata l’incremento è pari al 2,4% mentre le attese erano per un invariato dal -0,7% del valore precedente. Il dato fa seguito ai segnali positivi arrivati nelle scorse settimane da Zew e Ifo tornati a salire dopo una lunga striscia di ribassi. 

Buba: più che dimezzate stime 2015, ma Weidmann ritiene che debolezza sarà passeggera 
La Bundesbank ha diffuso oggi il rapporto semestrale sull’economia che vede la crescita più che dimezzata nel 2015 rispetto alle precedenti stime. Il Pil 2015 è ora visto in crescita dello 0,8% rispetto al +1,8% precedentemente indicato. Quest’anno invece il progresso economico dovrebbe fermarsi a +1,4% rispetto al +1,9% precedente. Rilasciate anche le stime per il 2016, visto in espansione dell’1,5% dal +1,7% annunciato in precedenza. Tagliate anche le previsioni sull’inflazione vista allo 0,9%  quest’anno dall’1,1% previsto sei mesi fa, all’1,1% nel 2015 (da 1,5%) e all’1,8% nel 2016 (da 1,9%).
In merito alla perdita di slancio della congiuntura tedesca negli ultimi trimestri, il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha rimarcato che “vi è ragione di sperare che l’attuale lenta crescita risulterà essere di breve durata e vede l’economia tedesca ancora in buona forma. 
Da tonfo petrolio lieve stimolo a crescita 
La Buba rimarca come l’effetto forte calo delle quotazioni del petrolio nelle ultime settimane non è ricompreso nelle previsioni diffuse oggi. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ha rimarcato che il perdurare di tali livelli di prezzo del greggio avrebbe un impatto positivo su crescita nell’ordine dello 0,1-0,2 del Pil in più sia nel 2015 che nel 2016.