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La Germania al voto: tra politica interna e prospettive per l’Eurozona

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Eccolo il 22 settembre. Domenica i tedeschi si recheranno alle urne per eleggere il loro nuovo cancelliere anche se la portata dell’appuntamento travalica di gran lunga i confini nazionali teutonici. Le elezioni politiche tedesche rappresentano infatti uno dei più importanti appuntamenti della scena internazionale del 2013 sul quale si giocherà il futuro dell’Europa, dato il peso e il ruolo politico-economico che la Germania occupa sullo scacchiere del Vecchio Continente. Angela Merkel, l’attuale cancelliere, è la grande favorita ma l’esito non sembra così scontato. I market strategist di IG, Filippo Diodovich e Vincenzo Longo, relatori dello studio “Elezioni tedesche: Angela Merkel über alles?” hanno dipinto i possibili scenari che si potrebbero delineare nel post voto, focalizzando l’attenzione sulle eventuali conseguenze che si avrebbero sulla politica interna, sull’area Euro, sulle Bce, oltre che sui mercati finanziari.

Gli schieramenti in campo
La Merkel con i suoi Cristiano Democratici del CDU si avvia a conquistare la maggioranza dei voti insieme al CSU di Horst Seehofer, fresco vincitore delle elezioni in Baviera. I risultati della media dei sondaggi elaborati da IG gli attribuiscono una percentuale di voto pari al 39%. Alleato dell’attuale cancelliere sono i Liberal Democratici dell’FPD di Rainer Bruderle, partito che ha dovuto affrontare una pesante debacle nelle elezioni bavaresi e che al momento le media dei sondaggi colloca sulla soglia di sbarramento del 5%. Dall’altra parte della barricata, i Social Democratici dell’SPD guidati da Peer Steinbrück sono al 26,3%, i Verdi al 10,5% e il Die Linke (Partito della Sinistra) all’8,5%. Tra le novità l’AFD, Alternativa per la Germania, partito di estrema destra e anti-Euro in continua ascesa attualmente al 3,7%, e il Partito dei Pirati che si batte per la libertà su internet con scarse probabilità di entrare al Bundestag con un 2,9%. Su queste basi gli analisti di IG, dando come certa la presenza dei tre partiti CDU-CSU, SPD e Verdi e tenendo conto dei sondaggi e del momentum, hanno attribuito al Die Linke il 95%, all’FDP il 50%, all’AFD il 25% e al Partito dei Pirati il 5% di probabilità di riuscire a superare la soglia di sbarramento del 5%.
 
I possibili scenari
 
Fonte: elaborazione IG
 
 
La politica interna e l’equilibrio tra import ed export
Sarà la politica interna il campo dove IG prevede possa consumarsi la battaglia più aspra nel caso di una grande coalizione CDU-SPD (Scenario A). “Mentre la prima si è sempre mostrata contraria a un aumento delle tasse, l’SPD ha fatto leva su questo punto in campagna elettorale, garantendo allo stesso tempo un maggior sostegno ai ceti meno abbienti”, evidenziano gli esperti del broker anglosassone, secondo cui “la sfida che il nuovo Esecutivo dovrà affrontare sarà quella di riproporre un sistema economico bilanciato tra consumi interni ed export e non unicamente basato su quest’ultimo“. Tale obiettivo potrebbe essere raggiunto da un governo di Centro Sinistra attraverso l’innalzamento dei salari minimi.

L’atteggiamento nei confronti dell’Eurozona…
Da IG spiegano che tendenzialmente il nuovo Esecutivo potrebbe avere un atteggiamento più aperto al dialogo per la risoluzione della crisi dell’Eurozona, soprattutto nel caso in cui si vada verso una coalizione allargata (scenario A) o di solo Centro Sinistra (scenario C). Una conferma dell’attuale esecutivo potrebbe invece, sottolineano i market strategist, voler dire la mancanza di sconti ai Paesi che dovessero ricorrere agli aiuti nei prossimi anni. Il “caso Grecia” potrebbe essere un buon banco di prova. Entro la primavera il Paese potrebbe essere costretto a un terzo piano di aiuti. Un nuovo haircut rimane lo scenario più ostile per la Merkel. Il tema più spinoso rimane quello degli Eurobond. L’attuale cancelliere ha sempre mostrato un forte rigore sulla mutualizzazione del debito. “Pertanto crediamo che sia nel caso A che B, gli Eurobond rimangano un miraggio. Più probabile la prosecuzione dell’utilizzo dei project bond“, affermano gli analisti, secondo cui il percorso sull’unione bancaria rimane molto ostile. “Superato lo scoglio della supervisione, il prossimo nodo da dirimere rimane la costituzione di un organismo per la risoluzione delle crisi bancarie. Sebbene la Merkel non si sia mai opposta, riteniamo che un governo guidato dall’attuale leader del CDU potrebbe rendere questo percorso lungo e tortuoso”.

… e gli impatti sulle prossime mosse della Bce
In ottemperanza alla ‘forward guidance’, Mario Draghi, ha continuato a ripetere nelle recenti audizioni che i tassi potrebbero rimanere a questo livello o più bassi ancora a lungo. “In realtà abbiamo ragione di credere che la prossima mossa dell’Istituto di Francoforte possa riguardare misure di politica monetaria non convenzionali volte alla crescita“, dicono da IG, per cui la via più percorribile rimane quella di accettare come collaterale nelle operazioni di finanziamento presso la Bce, gli Asset Backed Securities (ABS). Questo strumento, a detta degli esperti, dovrebbe incentivare le banche a concedere più prestiti alle piccole e medie imprese, riattivando il mercato degli ABS, anche se, fanno notare, non mancano i dubbi sulla fattibilità e sull’efficacia di questa manovra. D’altra parte gli esperti forniscono due ragioni per escludere un taglio dei tassi: in primo luogo, sia la Merkel sia Steinbrück vedono in questa possibile mossa una minaccia per l’inflazione tedesca; in secondo luogo una riduzione dei saggi porterebbe ad un aumento della frammentazione tra i vari Paesi con la presenza di rischi di instabilità.

“In linea generale, dalle urne tedesche ci aspettiamo che la Merkel possa uscirne indebolita nel caso in cui sia costretta a un’alleanza ‘scomoda’ con l’SPD. Gli effetti saranno ben visibili soprattutto sul fronte di politica interna dove le concessioni che dovrebbe fare l’attuale cancelliere all’SPD sarebbero notevoli. Sul piano internazionale, il suo maggior carisma e il ruolo di leader che si è costruita negli ultimi anni potrebbero aiutarla a tenere il pugno duro sul tema austerity e la Germania conserverebbe il ruolo di Paese guida nelle decisioni dell’Eurozona. Scenario opposto invece con la possibile vittoria del blocco di Centro Sinistra (scenario C). Tale scenario potrebbe ridurre il peso decisionale tedesco nel Vecchio Continente sulla scia del minor carisma del leader SPD Peer Steinbrück rispetto alla rivale. La conseguenza principale sarebbe una radicale revisione della politica di austerity verso nuove misure di crescita“.