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Generali non si salva dalle vendite: Dz Bank prevede un 2011 non facile per il Leone

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La mattinata continua all’insegna della debolezza per le principali Borse europee dove prevala un clima semifestivo con volumi di scambi ridotti. Milano guida i ribassi seguita da Madrid. L’indice Dj Stoxx 600, principale indicatore dell’andamento dei listini dell’area, cede lo 0,2%. Sul mercato prevale la cautela in attesa di conoscere i dati macroeconomici americani che verranno pubblicati nel pomeriggio. Dagli Usa sono attese indicazioni, tra l’altro, su sussidi di disoccupazione e vendita di abitazioni.


Sul paniere principale di Piazza Affari non si salva dagli ordini di vendita neanche Generali che in questo momento perde lo 0,90% a 14,38 euro. A condizionare il sentiment sul titolo del Leone contribuiscono le indicazioni di Werner Eisenmann, analista di Dz Bank, che in un report uscito questa mattina ha abbassato il target price a 14 euro dai precedenti 15, confermando il giudizio sell. L’esperto contattato da Finanza.com spiega di aver rivisto la valutazione su Generali dopo aver abbassato le stime di Eps (utile per azione) 2010 -2011 convinto che le attese sul mercato assicurativo siano troppo positive e che le pressioni diventeranno più forti nella seconda parte del 2001.

Secondo Eisenmann anche il dividendo non è un argomento che gioca a favore della compagnia assicurativa di Trieste. “E’ troppo basso; altre compagnie concorrenti come Axa e Allianz offrono un yield più interessante”, è il punto di vista dell’esperto della banca tedesca. Infine la strategia dell’internazionalizzazione intrapresa dal Leone in Asia pur essendo apprezzata a suo avviso non sarà così incisiva come sperato. “Ha senza dubbio senso, ma il mercato delle polizze cinese non darà quella profittabilità che si pensa”, conclude l’analista.


Di certo a incidere su Generali è anche la mossa dell’Isvap. Contro il caro-tariffe Rc auto, l’Autorità che vigilia nel settore assicurativo ieri è scesa in campo con un pacchetto di proposte mirato a ridurne i costi del 15-18%. Il bouquet di proposte d’intervento inviato a Governo e Parlamento e consultabile sul sito web dell’Isvap spazia dalla questione del danno alla persona al risarcimento diretto, dal contrasto alle frodi all’abolizione del tacito rinnovo. In dettaglio si spazia dal riordino tabelle sui risarcimenti alle macrolesioni (invalidità > 10%; incidenza del 60% sul costo totale dei sinistri) che potrebbero portare a una riduzione del 10% delle tariffe ad azioni di contrasto alle frodi attraverso la dematerializzazione del contrassegno di assicurazione e la banca dati sinistri passando per l’esclusività della procedura del risarcimento diretto.


“Ci aspettiamo che le ultime due misure possano portare a regime a un contenimento dei costi dei sinistri e quindi una potenziale riduzione delle tariffe”, commentano gli analisti di Intermonte. “Perché la prima misura sia efficace, occorre un livellamento verso il basso delle indennità riconosciute alle macrolesioni fisiche: un’ipotesi che al momento non sposiamo”, segnala il broker, ricordando che “non è stata invece accolta la proposta delle compagnie di non risarcire i danni fisici con invalidità sotto la soglia del 3%, che avrebbe potuto consentire in tempi rapidi una riduzione delle tariffe. Riteniamo le stime Isvap di contenimento delle tariffe del 15-18% troppo aggressive”.