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Generali non modifica la governance, slitta il confronto con Algebris

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L’impressione è che la prima battaglia di una guerra destinata a durare ancora molto sia stata combattuta, e che da questa sia uscito vincitore Antoine Bernheim. La governance di Generali non verrà infatti modificata. E’ questo il risultato a cui è giunto il cda della compagnia triestina riunitosi ieri ed espressosi all’unanimità per il mantenimento dell’attuale struttura di governo societario. Un portavoce della compagnia, al termine del cda, ha infatti riferito che è stata condivisa all’unanimità “l’opinione espressa dal comitato per la corporate governance di lasciare inalterata la struttura attuale di governance societaria, tenuto conto dei positivi risultati fin qui conseguiti”.

 

Potrebbe a questo punto slittare una risposta ufficiale ai rilievi presentati nell’ormai famosa lettera del fondo Algebris a fine ottobre. Quella risposta che secondo un’indiscrezione raccolta ieri da Finanza.com (vedi sezione rumor) sarebbe già pronta nei cassetti dei piani alti del Leone almeno allo stato di bozza.


Tutto rimandato quindi, presumibilmente fino alla prossima assemblea societaria della prossima primavera, e sempre che i rilievi dovessero essere riproposti. Una eventualità che dipenderà molto dall’esito della missione milanese di Davide Serra di questi giorni. Il co-fondatore di Algebris, è infatti segnalato a Milano, verosimilmente impegnato a tastare il polso dei grandi soci del gruppo.

 

Che la partita non sia comunque ancora chiusa lo si capisce dai contenuti di un’intervista rilasciata a Panorama in edicola oggi da Antoine Bernheim, in cui il presidente della compagnia ha lasciato trasparire la convinzione di essere ancora bersaglio di critiche: “Oggi – ha detto – il presidente esecutivo, anche se questo rende alcuni molto tristi, sono io”.  Bernheim intende poi chiudere il gap di capitalizzazione con i concorrenti Allianz e Axa, rispondendo così nei fatti a una delle critiche di Algebris: “Entro la fine del mio mandato, nell’aprile del 2010 – ha spiegato – le Generali debbono aumentare il loro valore di Borsa di almeno di un ulteriore 20%”.