Generali mette la parola fine al rebus Alleanza e apre a buyback o cedole extra

Inviato da Marco Barlassina il Ven, 28/09/2007 - 11:16

Non ci sarà nessun riacquisto delle minorities di Alleanza da parte della controllante Generali. Lo ha fatto capire chiaramente l'a.d. del Leone di Trieste, Giovanni Perissinotto, nell'ambito della conference call per la presentazione dell'aggiornamento del piano strategico 2007-2009 agli analisti.

"Il piano considera Alleanza un'entità autonoma", ha chiarito il manager nel corso dell'evento commentando l'assenza nel documento di riferimenti all'assetto della controllata.

Si spegne così l'entusiasmo del mercato, che non più tardi di due giorni fa aveva rialimentato le voci periodiche di un acquisto delle quote di minoranza non possedute di Alleanza. Alleanza arretra così con decisione in Borsa, dove il titolo è il peggiore dell'S&P/Mib, con un calo del 3,5% a 9,48 euro. Le vendite erano iniziate già all'avvio delle contrattazioni, dopo che dal piano era emersa l'assenza di indicazioni.

Dalla presentazione alla comunità finanziaria sono venute però anche altre novità, in particolare con riferimento agli spazi di manovra per un nuovo buyback, per un dividendo addizionale e per la crescita esterna.
 
Riguardo a future operazioni di riacquisto di azioni proprie non è giunto nulla di definitivo, in attesa che venga portato a termine il buyback da 1,5 miliardi in corso e già completato per 700 milioni. La porta tuttavia è aperta: "Avremo spazio al 2009 per un buyback dello stesso ammontare - ha detto Perissinotto - ma ancora non abbiamo deciso perché attendiamo di vedere gli sviluppi della nostra attività strategica". Altra strada individuata per il contenimento del capitale in eccesso - come apparso dalle slide presentate - è quella di un dividendo addizionale.

Anche con riferimento alla crescita per via esterne le parole del manager hanno suonato come un'apertura, ma niente di più. "Se si presentasse un'opportunità che creasse valore saremo pronti a coglierla", ha detto Perissinotto.

Notizie migliori delle attese sono venute dal fronte dell'integrazione di Toro, che secondo la compagnia portera' entro il 2009 a sinergie per 160 milioni, superiori alle stime iniziali. Generali si aspetta che la riorganizzazione del gruppo in Italia possa avere un impatto lordo nel medio termine di 120 milioni, 50 dei quali entro il 2009.

Nel medio termine i benefici dei progetti transnazionali gia' lanciati con il piano 2006-2008 dallo sviluppo sono stati indicati dall'altro a.d., Sergio Balbinot, in 835 milioni entro il 2009, contro
i 700 inizialmente previsti entro il 2008.

Indicazioni che avrebbero dovuto riscaldare gli animi degli investitori e che invece hanno solo arginato la discesa in Borsa del titolo della compagnia triestina, ora in calo dello 0,7% a 30,77 euro. Gli analisti di Euromobiliare questa mattina in una loro nota parlano di "incorporazione nei multipli (del titolo, ndr) di una maggiore rischiosità degli investimenti". Il piano prevede infatti una riorganizzazone degli investimenti immobiliari, l'investimento in un fondo infrastrutture per 500 milioni di euro, in private equity per 3,9 miliardi e in hedge funds per 3,6 miliardi.
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