Generali, dividendo di 0,62 euro ma solo il 24% in contanti

Inviato da Alessandro Piu il Ven, 20/03/2009 - 16:06
Non sembrano in grado di soddisfare il mercato i risultati dell'esercizio 2008 comunicati da Generali. L'azione del Leone di Trieste si è rimangiata tutto il rialzo incamerato nel corso della giornata scivolando in territorio negativo per poi recuperare sulla linea di parità. Diversi gli indicatori indigesti agli investitori. In primo luogo la distribuzione del dividendo, che ci sarà ma non nella forma maggiormente desiderata dagli azionisti.

Il gruppo assicurativo pagherà infatti 0,62 euro per azione ma solo un quarto, pari a 0,15 euro, in denaro sonante. Il resto, 47 centesimi, verrà distribuito sotto forma di azioni nella misura di un titolo ogni 25 azioni possedute sulla base del prezzo di chiusura di giovedì 19 marzo (11,73 euro). I titoli 54.078.743 verranno prelevati dalle azioni proprie in portafoglio, ammontanti a 58.145.174 unità.

Amaro in bocca anche per quanto riguarda gli utili, crollati del 70,5% rispetto all'esercizio 2007. Nel 2008 i profitti di Generali si sono fermati a 860,9 milioni di euro contro i 2,92 miliardi dell'anno precedente e la causa è identificabile nella forte discesa dei mercati finanziari che hanno portato svalutazioni del portafoglio titoli per 5 miliardi di euro. In calo anche il risultato operativo complessivo, del 18% a 3.932 milioni di euro.

Per trovare indicazioni positive è necessario focalizzarsi sul business tradizionale del gruppo, quello assicurativo, come sottolinea nella nota societaria il presidente, Antoine Bernheim: "Se da un lato i risultati hanno risentito dell'inevitabile impatto sugli investimenti della crisi finanziaria globale, dall'altro dimostrano la solidità delle attività assicurative, che riflette le nostre scelte strategiche di lungo termine".
I premi lordi complessivi sono cresciuti del 3,9% a 68.805 milioni di euro (+1,3% in termini omogenei) con un incremento del 3,2% nel comparto vita a 46,8 miliardi di euro e del 5,5% in quello danni a 22 miliardi di euro.

Positivo anche il giudizio di Bernheim sulla solidità del gruppo "tra le più robuste del settore assicurativo", con un coefficiente Solvency II pari al 177% dal 220% di fine 2007 e un Solvency I a 123% da 143% mentre il patrimonio netto si è attestato a 11,3 miliardi di euro.
 
Velato infine di incertezza l'outlook per l'anno in corso: "L'andamento altamente volatile dei mercati finanziari e della situazione macroeconomica rende difficile una previsione attendibile del risultato di fine esercizio". Nell'attuale difficile contesto gli obiettivi dichiarati dal gruppo sono la preservazione dei margini tecnici, l'accelerazione dei processi di razionalizzazione e per il raggiungimento di sinergie di costo, "al fine di contenere il prevedibile aumento della sinistralità da un lato e la riduzione dei margini finanziari dall'altro". Da segnalare infine la nomina nel comitato esecutivo della compagnia di Francesco Caltagirone.
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