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General Motors rivede lo spettro bancarotta

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General Motors potrebbe avere i giorni contati. È quanto emerge dalle indiscrezioni riportate dai principali quotidiani a stelle e strisce secondo i quali è allo studio un piano per chiedere la procedura fallimentare prevista dal Chapter 11 e scindere in due società il secondo produttore mondiale di auto. Sarebbe questa la via di uscita più probabile nel caso in cui, entro la scadenza del primo giugno, GM non riuscisse a trovare un accordo con gli obbligazionisti per trasformare i 28 miliardi di dollari di debito in equity e con il sindacato, non disposto a trattare alcuna concessione da parte dei dipendenti senza un analogo sacrificio da parte degli obbligazionisti.


In realtà GM ha ancora un mese e mezzo di tempo per presentare un piano di ristrutturazione credibile, ma l’amministrazione Obama si sta preparando a una bancarotta «rapida e chirurgica», nel caso il gruppo di Detroit non riesca a dimostrare di poter tornare solvibile. L’amministrazione Usa aveva dato 60 giorni a General Motors per elaborare un programma di taglio dei costi e ridurre i propri debiti, così da poter accedere a nuovi prestiti statali. Un’operazione di ristrutturazione che evidentemente ha incontrato numerosi ostacoli.


Lo scenario più probabile, in caso di bancarotta pilotata, prevede la divisione degli asset di General Motors tra una «good company» e una «bad company» che si accollerebbe i marchi privi di mercato e i debiti legati al piano sanitario per i dipendenti.  Secondo quanto riportato dalla stampa Usa risanare questa azienda richiederà almeno 70 miliardi di dollari e forse anche di più a causa dei diritti contrattuali dei lavoratori, dei pensionati e dei loro familiari. Lo stesso, Fritz Henderson, nuovo ad della società al posto di Rick Wagoner, silurato proprio da Obama, si è detto pronto a questa prospettiva.

L’ipotesi allo studio è quella di creare, non appena GM dichiarasse fallimento, una GM «buona», composta dai marchi più validi e dalle operazioni più profittevoli. Gli esperti del Tesoro stanno esaminando la possibilità per la ‘buona GM’ di entrare e uscire dalla bancarotta protetta nell’arco di due settimane, utilizzando tra i 5 e i 7 miliardi di dollari di finanziamento pubblico.

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