General Motors: a rischio la continuità aziendale

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Ora il fallimento di General Motors appare dietro l’angolo. Nell’annuale documento 10-K preparato per la Securities and Exchange Commission (Sec), il maggiore produttore automobilistico mondiale ha dichiarato di avere “seri dubbi sulla propria continuità aziendale”. La comunicazione ha avuto un immediato riflesso sulle quotazioni pre-market del titolo automobilistico, con un calo superiore ai 10 punti percentuali e sui futures della Borsa statunitense.


Le possibilità di recupero del gruppo appaiono strettamente legate, si legge nel documento “alla capacità di implementare con successo il piano di rilancio” presentato al Congresso Usa per ottenere quegli aiuti finanziari che appaiono a questo punto fondamentali. General Motors ha già ottenuto 13,4 miliardi di dollari dal Governo e spera di ricevere una seconda tranche di aiuti per 16,6 miliardi.Il piano presentato al Congresso è basato su una forte riduzione dei posti di lavoro, 47.000 solo quest’anno, e su una previsione di recupero dei volumi di vendita a partire dal 2010 mentre il 2009 dovrebbe essere ancora in calo.


Gli stessi dubbi sulla continuità aziendale sono stati espressi dall’auditor di General Motors, Deloitte&Touche, come riportato nello stesso documento consegnato alla Sec. In particolare vengono sottolineate la continuità con cui General Motors brucia liquidità e le difficoltà crescente nel fare fronte agli obblighi aziendali: “Le continue perdite operative della società – esprimono gli analisti di Deloitte & Touche – il depauperamento del capitale e l’incapacità di generare un flusso di cassa sufficiente a coprire gli obblighi societari, pongono dubbi sostanziali sulla continuità aziendale del gruppo”.


General Motors ha concluso il 2008 con una perdita vicina ai 31 miliardi di dollari mentre per quel che riguarda le immatricolazioni, il mese di febbraio ha registrato un poco rassicurante crollo del 53% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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