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Gemina: Romiti riapre la porta a Save, soci in attesa di Mediobanca

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Non è “totalmente” vero che tra Gemina e Save sia finito ogni dialogo. Le due società “ogni tanto si parlano” ha detto l’amministratore delegato di Gemina Pier Giorgio Romiti a latere dell’assemblea che ha approvato i conti della finanziaria milanese. Ma l’obiettivo, ha tenuto a ricordare il manager, dev’essere un “progetto industriale di lungo termine” con la società veneta e non operazioni che abbiano solo carattere speculativo. Con un piano industriale targato Save ricevibile, ha aggiunto Romiti, “la mia risposta è un sì grande come una casa”. Una leggera apertura rispetto alla “porta in faccia” di tempo fa, quando in Gemina sono entrati il fondo Clessidra di Claudio Sposito e i Benetton mettendo nell’angolo Save. Dal canto suo la società presieduta da Enrico Marchi non ha mancato di far sentire la sua voce, e proprio in assemblea ha contestato su molti punti la gestione attuale di Gemina (ma nessun accenno diretto, come prevedibile, ad Aeroporti di Roma) della quale detiene il 10,41% (un 2% è in carico direttamente a Marchi). Romiti non ha voluto commentare le affermazioni dei delegati Save né ipotesi di accordo azionario tra i maggiori azionisti di Gemina (Infrastrutture Investimenti e Mediobanca) e la società veneziana, limitandosi a dire, dalla sua posizione di amministratore, di prendere in considerazione solo le proposte industriali. Cosa ci si potrebbe attendere per i prossimi tempi? La partita vera dovrebbe giocarsi il 30 giugno 2006, quando si aprirà la finestra per il rinnovo del patto di sindacato (che scadrà solo con l’assemblea di bilancio 2007, prevista per aprile-maggio 2007). In quel momento si capiranno le intenzioni di Mediobanca, che di Save è stata sponsor per la quotazione e ha rapporti consolidati con la società, e che finora è stata silente. Mediobanca potrebbe essere l’arbitro di una nuova partita per trovare finalmente il bandolo della matassa che ora non c’è.