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Il gelo di dicembre ferma l’economia britannica. Rebus tassi per la BoE

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Ancora amare sorprese dall’economia britannica. Oggi è arrivata la revisione al ribasso del pil relativo al quarto trimestre. L’economia ha pagato le avverse condizioni meteo con il più freddo dicembre degli ultimi 100 anni. Il calo trimestrale risulta dello 0,6% rispetto al -0,5% della prima lettura. Il consensus era -0,5%. A livello tendenziale risulta in rialzo dell’1,5% rispetto al +1,7% atteso dal mercato.


Sull’economia britannica ha pesato il rigido mese di dicembre con le abbondanti nevicate che hanno frenato l’attività soprattutto del settore costruzioni e di quello servizi. Nell’ultimo trimestre del 2010 le spese per consumi sono scese dello 0,1% t/t, mentre quelle governative risultano in crescita dello 0,7%. Gli investimenti sono scesi del 2,5% t/t; rialzo del 2,3% per l’export mentre le importazioni sono salite del 3%.

Per la Gran Bretagna si tratta della maggiore contrazione dal secondo trimestre del 2009 quando ci fu una contrazione dello 0,8%. Nel terzo trimestre l’economia Uk aveva fatto segnare un progresso dello 0,7%. La scorsa settimana il primo ministro, David Cameron, ha sottolineato come l’andamento dell’economia britannica potrebbe dimostrarsi instabile nel corso dei prossimi trimestri. Il Fmi pone la crescita del pil britannico al 2% quest’anno. Nel 2012 la crescita dovrebbe arrivare fino al 2,3%.

 

La brusca frenata dell’economia britannica è arrivata prima del via della stretta fiscale varata dal nuovo governo. A inizio 2011 sono entrate in vigore le misure del piano anticrisi approvato dal governo di David Cameron, che punta a tagliare di 13 miliardi di sterline (circa 17 miliardi di euro), il deficit pubblico. Tra queste, l’aumento dell’Iva del 2,5% che porta così l’imposta al 20% per la maggior parte dei prodotti in vendita, tranne che i prodotti alimentari, i giornali e l’abbigliamento per bambini.


Frenata dell’economia che mette in difficoltà la Banca centrale britannica che deve anche contrastare le crescenti pressioni sui prezzi. L’inflazione a inizio anno è salita al 4%, il doppio rispetto al target della BoE. Nelle ultime settimane è cresciuta l’attesa di un rialzo dei tassi e le minute dell’ultima riunione della Bank of England (BoE) hanno visto salire a 3 il numero dei membri votanti della BoE che spingono per un rialzo dei tassi che potrebbe materializzarsi già a maggio. Andrew Sentance, uno dei membri favorevoli a un rialzo dei tassi, ha dichiarato oggi che l’innalzamento dei tassi di interesse dovrà essere graduale. “Non bisogna aspettare troppo a lungo per iniziare i rialzi – ha rimarcato Sentance – altrimenti l’approccio graduale non potrà essere messo in atto”.


Il dato sul pil pesa oggi sulla sterlina che ha annullato i guadagni precedenti andando a perdere lo 0,2% sul dollaro Usa attestandosi in area 1,61 dollari.