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Gazprom minaccia di tagliare le forniture di gas all’Ucraina

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In una riedizione di quanto accaduto nel 2005 il monopolista del gas russo Gazprom ha minacciato di tagliare le forniture della materia prima all’Ucraina se questa non salderà il proprio debito, pari a 1,3 miliardi di dollari, generatosi durante il governo guidato dal premier uscente, filorusso, Viktor Yanukovich.


La tempistica con cui è stato lanciato l’avvertimento lo rende difficilmente separabile dalla tornata elettorale appena conclusasi in Ucraina, nonostante le smentite in arrivo dalla Russia. Gazprom ha infatti dichiarato che “il problema oggettivo è un debito che deve essere ripagato” ma la ormai certa vittoria del blocco filoccidentale conferma l’ennesimo utilizzo dell’arma delle forniture da parte della Russia di Putin per tenere nella sua orbita i Paesi dell’ex-Unione sovietica.

Le elezioni vedono in testa il Partito delle regioni del premier uscente che verrebbe tuttavia superato in Parlamento dai due partiti di opposizione guidati da Yulia Tymoshenko e Viktor Yushenko, in grado di mettere assieme una maggioranza di governo.


La questione gas preoccupa non poco l’Unione europea. Attraverso l’Ucraina passano infatti i gasdotti che trasportano la maggior parte del gas importato dai Paesi dell’area e una riduzione delle forniture all’Ucraina potrebbe spingere il governo locale a prelevare gas proprio da quello destinato all’Europa, come già avvenuto in passato.


Le crisi del gas tra Russia e Ucraina sono infatti una storia che si è ripetuta più volte negli ultimi dieci anni con l’apice raggiunto a fine 2005 quando il presidente Putin propose l’applicazione di prezzi di mercato alle forniture di gas per l’Ucraina. Una proposta accolta con freddezza dal premier della rivoluzione arancione Yushenko, messo di fronte a un prezzo notevolmente più elevato rispetto a quello pagato in passato, e che spinse verso l’autorizzazione a tagliare le forniture da parte di Gazprom. Nonostante le rassicurazioni, nell’inverno 2006 le forniture di gas ai Paesi dell’Unione subirono più volte delle riduzioni, dal 20% al 30% a seconda della Nazione.


Nel tentativo di evitare il riproporsi di una crisi del gas anche nel prossimo inverno, la Commissione europea ha esortato i due Stati “a trovare una rapida soluzione a tale questione”.